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Valli Bertuzzi, Cantone e Nuova |
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Lambiente Il complesso comunemente detto di Valle Bertuzzi è costituito da tre bacini di acqua salmastra: Valle Bertuzzi-Valle Nuova (1385 ha) e Val Cantone (550 ha). Si estende immediatamente a sud del Po di Volano, tra Vaccolino, Lido di Volano, il Lago delle Nazioni e le Valli bonificate di San Giuseppe. Corrisponde ad un vasto specchio dacqua formatosi per sommersione dellala sud del delta medievale del Po di Volano; numerosi cordoni litoranei avevano marcato il progressivo sviluppo verso est di questo delta e lo stesso limite orientale del complesso vallivo attuale, ora sede del tratto più settentrionale della Strada Sopraelevata, è rappresentato da un fascio di cordoni formatosi probabilmente intorno al X secolo. A causa della subsidenza e del mancato apporto di nuovi sedimenti dal Po di Volano (ramo entrato in progressiva decadenza dopo la rotta di Ficarolo del XII secolo) si sono sempre più estese su tale territorio le aree sommerse, con acque provenienti sia dallinterno, specie da rotte fluviali, sia dal mare. Le parti più elevate dei suddetti cordoni litoranei costituiscono i dossi che oggi caratterizzano lo specchio vallivo, disposti appunto secondo allineamenti sub paralleli tra loro. Uno dei più interessanti è il Dosso Bertuzzi. I fondali e gli strati più superficiali di molte isole sono costituiti da argille, limi e materiale bioclastico; più in profondità si incontrano sedimenti sabbiosi. II limite sud è costituito dal Canale Gorgadello, o di Rotta Zambusi, che divideva la Valle Bertuzzi dalle Valli Basse di S. Giuseppe, ora prosciugate; tale canale è stato una delle principali vie di risalita delle acque salate in questo territorio, infatti ha permesso la comunicazione di queste valli con la Valle Volano (oggi Lago delle Nazioni) la quale è stata a sua volta spesso aperta al mare. Per il ricambio delle acque della Valle Bertuzzi viene utilizzato un sistema di prese dalla foce del Volano (Bondesan in Corbetta 1990). Il complesso di Valle Bertuzzi era, fino al 1998, di proprietà della Società per la Bonifica dei Terreni Ferraresi ed è stato venduto a due aziende private le quali hanno una gestione indipendente finalizzata alla pesca estensiva e alla caccia. Dopo la sistemazione dellargine di Val Cantone (1998/99) il complesso è stato idraulicamente separato in due bacini: Val Cantone (550 ha) e Valle Nuova-Valle Bertuzzi (1385 ha). Fino al 1998 lunico lavoriero in funzione era quello di Valle Nuova, per questo lintero complesso era chiamato a volte Valle Bertuzzi, dal bacino di maggiori dimensioni, o Valle Nuova dal bacino in cui era presente il lavoriero. La profondità media è di circa 50 cm, ma sono presenti anche zone di 1,5-2 metri in corrispondenza dei canali sub lagunari. La temperatura dellacqua varia, nel corso dellanno, da 0 a 30ºC, ma in inverni particolarmente rigidi lo strato superficiale dellacqua può ghiacciare. La salinità delle acque è quella tipica di una valle salmastra, con minimi invernali e massimi estivi durante il periodo di forte evaporazione. La salinità in Valle Bertuzzi è aumentata da 5-6 nel 1967 a 17-22 nel 1978 e a 25-35 nel 1994, con punte sopra i 50 durante lestate (Jiang et al 1995). Fino agli interventi effettuati alla fine degli anni 90 le acque dolci e ricche di nutrienti provenienti dal Volano faticavano a distribuirsi nelle zone più interne, per questo si verificava un brusco calo di nutrienti ed una scarsa influenza dellacqua dolce sulla salinità andando verso occidente (Rossi e Carrieri 1995). A Valle Bertuzzi i nutrienti tendono a venire catturati da macroalghe e macrofite (Ruppia cirrhosa) con conseguenti basse concentrazioni di biomassa microalgale, caratteristica che, nonostante le difficoltà di circolazione idrica, rende le acque di Valle Bertuzzi tra le più limpide e di migliore qualità delle valli del Delta del Po. I lavori effettuati dalle nuove proprietà nel periodo 1998-2001 sono stati finalizzati al miglioramento della circolazione idraulica delle acque; questo probabilmente permetterà sia un miglioramento delle emergenze naturalistiche sia un aumento della produzione ittica. La flora Negli specchi acquei aperti la vegetazione è spesso scarsa o assente, ma in alcune posizioni soprattutto a E ed O del Dosso Bertuzzi sono presenti praterie sommerse a Ruppia cirrhosa prive di componente algale (Sint. Ruppietum cirrhosae) o con componente algale ad Ulva, Chaetomorpha, Cladophora, Ceramium, come nelle acque aperte in prossimità dellingresso alla stazione di pesca Valle Nuova (Sint. Ruppietalia). Nel complesso di Valle Bertuzzi domina una vegetazione alofila e alotollerante per la cui rappresentazione puntiforme si rimanda a Corticelli (1999). Si ricorda qui che dalla zona sempre sommersa in prossimità dei dossi alla zona emersa più rilevata dei dossi vi è una successione di associazioni vegetali diverse. In condizioni di marcata igrofilia si ha una vegetazione perenne a Sarcocornia deflexa a pregio naturalistico elevato (Sint. Sarcocornietum deflexae), ad un livello più alto, in condizioni di minor igrofilia si ha una vegetazione dominata da Arthrocnemum fruticosum (Sint. Puccinellio festuciformis-Sarcocornietum fruticosae) spesso accompagnata da Juncus maritimus, Puccinellia palustris, Arthrocnemum glaucum, Halimione prtulacoides. Su suoli umidi in estate e lungamente inondati in inverno si insediano praterie a Puccinellia palustris (Sint. Limonio narbonensis-Puccinellietum festuciformis) con corteggio povero costituito generalmente da Aster tripolium (pregio naturalistico elevato). In posizioni elevate, con suolo raramente inondato, si trovano comunità a pregio naturalistico molto elevato ad Artemisia coerulescens e Limonium serotinum (Sint. Limonio narbonensis-Artemisietum coerulescentis) in cui sono frequenti Agropyron elongatum e Inula crithmoides. Sulla sommità delle barene o dei dossi artificiali si insedia una prateria densa dominata da Elytrigia atherica con corteggio molto eterogeneo e ricco di specie ruderali, nitrofile e alofile. Sui dossi più elevati dellarea delle peschiere di Valle Nuova sono presenti arbusteti (Sint. Prunetalia spinosae) a Prunus spinosa, Crataegus monogyna, Ligustrum vulgare, Cornus sanguinea, Coronilla emerus, Rhamnus catharticus, Rubus sp., Rosa sp., Euonymus europaeus (Corticelli 1999, Pellizzari e Pagnoni 1998). Sul Dosso Bertuzzi, fino alla metà degli anni 80, era presente una macchia termofila (Sint. Quercion ilicis) dominata da leccio (Quercus ilex) e caratterizzata inoltre da Phillyrea angustifolia, Asparagus acutifolius, Clematis flammula, Rubia peregrina, Ruscus aculeatus, Osyris alba e Rosa sempervirens, miste a specie mesofile. Linsediamento di una grossa colonia di cormorani svernanti e nidificanti e lingente quantità di deiezioni prodotte ha determinato la morte degli esemplari arborei di maggiori dimensioni e la degradazione della macchia in un arbusteto (Sint. Prunetalia spinosae) a Prunus spinosa, Crataegus monogyna, Ligustrum vulgare, Cornus sanguinea, Coronilla emerus, Rhamnus catharticus, Rubus sp., Rosa sp., Euonymus europaeus in cui sono presenti specie alloctone infestanti come Phytolaca americana che conferiscono alla zona un bassissimo pregio naturalistico. La fauna Valle Bertuzzi presenta emergenze faunistiche importantissime soprattutto relative allavifauna, anche se dalla fine degli anni 90 sia il numero di individui totali che il numero di specie svernanti è notevolmente diminuito; mancano studi scientifici sulla eventuale correlazione tra peggioramento ambientale, crisi della produzione ittica e diminuzione dellavifauna, ma è probabile che le cose non siano disgiunte. La presenza della attività venatoria (nelle aree centrali dei tre bacini) e i problemi di approvigionamento idrico e circolazione idraulica sono probabilmente alla base di questa situazione. Da un punto di vista avifaunistico il complesso vallivo di Valle Bertuzzi è al di sotto dalle potenzialità: la vicina Valle Canneviè-Porticino, in cui è vietata la caccia e vi è un miglior sistema di circolazione idraulica presenta densità invernali di folaghe ed anatidi di 98 individui per ettaro, contro i 5 individui per ettaro di Valle Nuova (dati inverno 1998/99). Lavifauna presente come svernante, nidificante e migratrice rende il complesso di Valle Bertuzzi uno degli ambienti umidi più importanti dItalia ed è stato inserito nellelenco delle zone Ramsar. In Valle Bertuzzi svernano regolarmente tuffetti, svassi maggiori, svassi piccoli, folaghe, germani reali, alzavole, canapiglia, mestoloni, moriglioni, garzette, aironi bianchi maggiori, aironi cenerini. Il boschetto del Dosso Bertuzzi ospita un dormitorio di cormorani (Phalacrocorax carbo sinensis) svernanti che fino al 1989 rappresentava il 99% di tutto il Delta. La progressiva demolizione dei posatoi per morte degli alberi ha fatto si che, dallinizio degli anni 90, i cormorani svernanti si sono distribuiti in più dormitori (Sacca di Scardovari, Argenta, piattaforme AGIP del ravennate, ecc.), attualmente la popolazione svernante in tutto il Delta del Po è di circa 3500 individui e le concentrazioni nei singoli dormitori variano di anno in anno. Sui dossi interni (dossi del Cavallo, dossi della Vigna, dossi Le Guardate, dossi di Paròn Paolo, dossi di Valle Nuova) vi sono colonie spesso miste di caradriformi. In Italia la colonia nidificante di gabbiano comune (Larus ridibundus) contava 780 coppie, nel 1984, di cui il 71 % era concentrato nelle Valli di Comacchio (Bertuzzi compresa). Attualmente nel Delta del Po Emiliano Romagnolo vi sono 350-600 coppie la cui consistenza numerica per sito cambia di anno in anno. Anche il gabbiano corallino (Larus melanocephalus) è presente in Italia soprattutto nel Delta del Po. Insediatosi per la prima volta in Italia nel 1978 (Valli di Comacchio), nel 1982 ha colonizzato Valle Bertuzzi con 2 coppie, poi la popolazione (suddividendosi al 50% tra Valli di Comacchio e Valle Bertuzzi) è aumentata a 360 nel 1986 e a 1927 coppie nel 1994, poi è leggermente diminuita fino 857 coppie nel 1998. Importanti a livello nazionale sono le colonie nidificanti di sterna comune (Sterna hirundo) con 750 coppie nel 1994, di fraticello (Sterna albifrons) con 40-100 coppie, di gabbiano reale (Larus cachinnans) con 300 coppie. Nidificano inoltre il fratino (Charadrius alexandrinus) con 2-15 con coppie, la pettegola (Tringa totanus) con 50 coppie suddivise tra le zone umide salmastre del Delta del Po Emiliano Romagnolo, il cavaliere dItalia (Himantopus himantopus), la gallinella dacqua (Gallinula chloropus), la folaga (Fulica atra), il falco di palude (Falco aeruginosus). Sempre sul Dosso Bertuzzi nidificano il cormorano, con 80 coppie nel 1994, la garzetta, con circa 200 coppie, lairone bianco maggiore con 2 coppie nel 1995 (Costa 1998, Toso et al. 1998). Durante le migrazioni oltre alle specie suddette sono particolarmente comuni piovanello pancianera (Calidris alpina), combattente (Philomachus pugnax), gambecchio (Calidris minuta), totano moro (Tringa erithopus), pettegola (Tringa totanus), pittima reale (Limosa limosa), pantana (Tringa nebularia), chiurlo (Numenius arquata). Molto importante per lo svernamento di anatidi e folaga, in particolare alzavola per la quale rappresenta un importante sito regionale. Dalla metà degli anni 90 larea centro meridionale di Valle Bertuzzi è frequentata da centinaia di fenicotteri rosa, ed è una delle zone nel delta dove è più facile avvistarli. La presenza del fenicottero è, come in tutta larea deltizia, in costante aumento. Importanti e tipici i popolamenti di nono e ghiozzetto di laguna (Costa 1998). Possibilità di fruizione Larea è proprietà privata ed è visibile solo dallargine Acciaioli, dove unaltana (aperta sabato e festivi) permette losservazione del biotopo. Da qui si dominano i dossi interni, tra i quali spicca il Dosso Bertuzzi, ed è facile avvistare fenicotteri rosa. Sullargine Acciaioli, lungo il lato orientale di Valle Nuova, cè un appezzamento di terra (barena) dove sono presenti cavalli Delta-Camargue allo stato semibrado e una torretta per il birdwatching.
Vincoli Vincolo ambientale ai sensi della L. 431/85, oggi abrogata dal D.L. 490/1999, attualmente vigente. Il sito è incluso nella perimetrazione del Parco del Delta, ai sensi della L.R. 27/1988 e del Piano della Stazione Volano-Mesola-Goro del 1991 e 1997. Il Piano Territoriale del 1997 inserisce in Zona Preparco la parte centrale della Valle (PP.SMT e PP.SMT.G1)] e le fasce esterne in Zona B (B.SMT). Questo stesso principio è applicato dal Piano del 1991 anche se i confini individuati non sono coincidenti con i precedenti. Zona Ramsar denominata Valle Bertuzzi e specchi dacqua limitrofi, istituita con D.M. 13 luglio 1981 (G.U. n. 203 del 25/7/81). ZPS (IT4060004) ai sensi della DIR 79/409 CEE (2570 ha). SIC (IT4060004) denominato Valle Bertuzzi, Valle Porticino, Cannevié, individuato ai sensi della DIR 92/43/CEE (=ZPS 2570 ha). |