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La "Carta di Comacchio" per tutti i Delta

     
foto   “Le modifiche del clima sono ormai una certezza, e tali modifiche incideranno – in tempi presumibilmente brevi – proprio in ambienti dove le dinamiche terrestri si compenetrano con quelle marine”: i “Delta” non stanno a guardare e per questo il Consiglio Direttivo dell’Associazione internazionale “Delta chiama Delta” ha realizzato e sottoscritto un documento di programmazione che indica con chiarezza le linee fondanti per le buone pratiche di gestione degli ambienti deltizi: la “Carta di Comacchio” (7 ottobre 2003).

Un “manifesto” per i Delta, ma soprattutto, una chiamata alle armi per difendere territori costieri fortemente esposti alle aggressioni sia di origine naturale che antropica.
La corretta conservazione degli ambienti deltizi, ancorché protetti, in coerenza con la Comunicazione della Commissione Europea (COM 2001 – 162 del 27.03.02001) circa i Piani di Azione a favore della biodiversità, passa attraverso la conoscenza e quindi il rispetto di un sistema complesso: affrontare i problemi di gestione di un territorio con un modelli di approccio multidisciplinari.

La “Carta di Comacchio” fissa in dieci punti la “Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile nei delta”

L’idea di un delta unico, isolato, da conservare tout court, senza tenere conto di ciò che è e che sarà o che invece potrebbe essere, nella “Carta di Comacchio” si apre opportunamente ad una visione più ampia in cui protezione e valorizzazione ambientale diventano valori trasversali a tutte le politiche settoriali. Così come per azioni rapide ed efficaci viene sollecitata l’incentivazione della legislazione di protezione e dei controlli ambientali, anche semplificando i complessi quadri normativi in vigore.
Per i “Delta” la programmazione territoriale in ogni sua variante richiede la verifica preventiva della “sostenibilità” di piani e di programmi, anche per le singole opere, ma anche la gestione delle acque non può essere circoscritta ai soli delta ma deve rapportarsi all’intero bacino idrico e alla costa; la difesa di quest’ultima deve attuarsi con interventi il più possibile vicini alle dinamiche naturali.
Cambiare si può. Per incentivare nuovi modelli di produzione e di consumo le popolazioni vanno informate e coinvolte, prevedendo anche risorse economiche incentivanti. La sostenibilità si può anche contare e a questo fine la “Carta di Comacchio” prevede l’introduzione di indicatori di qualità ambientale, in grado di contabilizzare entità, uso e stato di conservazione delle risorse naturali; dati rilevati da strutture che affrontino in modo complessivo le dinamiche ambientali.
Per chiudere: conoscere per difendere: ricerca scientifica e sviluppo sostenibile diffusi per informare ed educare.
La Carta di Comacchio per la difesa e lo sviluppo di tutti i delta.


Comacchio, ottobre 2003