Comunicati stampa |
||
|
Quando natura e cultura si uniscono 9 Marzo
Nei giorni scorsi è stata presentata la convenzione stipulata tra Fondazione RavennAntica e il Parco del Delta del Po Emilia-Romagna.
Erano presenti: Elsa Signorino, Presidente Fondazione RavennAntica, Massimo Medri, Presidente Parco del Delta del Po Emilia-Romagna, Sergio Fioravanti, Direttore Fondazione RavennAntica e Lucilla Previati, Direttore Parco del Delta del Po Emilia-Romagna.
Elsa Signorino ha dichiarato: “siamo qui oggi per presentare i termini del protocollo d'intesa sottoscritto tra Fondazione RavennAntica e il Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po. Quello che ci preme sottolineare è l'importanza del legame tra cultura e natura. Il Parco archeologico di Classe rientra pienamente nel territorio del Parco del Delta: vogliamo lavorare insieme per avere una straordinaria incisività nel momento in cui ci presentiamo ai tavoli di finanziamenti, sia a livello europeo che nazionale. Lavoreremo per presentare progetti integrati e quindi per avere una maggiore accoglienza. Vogliamo inoltre costruire piani di valorizzazione e commercializzazione congiunti”.
A fine mese, in virtù di questa intesa, i due enti si presenteranno insieme al Salone del Restauro di Ferrara, visitato abitualmente da oltre 30.000 visitatori per presentare le eccellenze naturalistiche del Parco e le attività di RavennAntica nel settore del restauro antico a livello nazionale ed internazionale, nonché per dare conto dei nuovi eventi: ad esempio, la mostra “Otium Ludens”. L'obiettivo è perseguire un progetto per cui da qualunque punto si entri, sia possibile conoscere contestualmente il Delta del Po e i siti archeologici. Si prevede inoltre la costruzione di percorsi ciclabili che attraversino l'area naturalistica e l'area archeologica. “Il Parco del Delta ha bisogno di maggiore visibilità - ha aggiunto il presidente Massimo Medri - anche per fare in modo che la sua fruizione sia maggiore e le sue risorse determinino un valore aggiunto per l’economia del territorio. Da qui la scelta di creare sintonie con i vari enti che operano sul territorio stesso, e di conseguenza l’entusiasmo con cui abbiamo aderito alla proposta della Fondazione RavennAntica, visto che la zona archeologia è inserita a pieno diritto nel territorio del Parco, e che cultura e natura devono essere messe a sistema, insieme, all’interno delle proposte turistiche del territorio. Un territorio, fra l’altro, che non deve avere confini: il Parco deve essere conosciuto come tale, a prescindere dal fatto che sia situato in due province diverse. Tutti conoscono la Camargue, non le province fra cui è divisa: per noi deve essere lo stesso, e così per chi ci viene a conoscere. Peraltro, la conoscenza del Parco nel ravennate è ancora limitata, deve crescere molto - chiude Medri - : ecco perché organizzeremo varie iniziative su questa parte di territorio. Fra queste, il 30 aprile, la seconda edizione della “Festa del Parco”, che si svolgerà all’Almagià di Ravenna, e che avrà naturalmente una presenza significativa anche da parte di RavennAntica”.
|