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Agricoltura

Le grandi bonifiche intraprese in tempi storici, ma attuate, in particolare, tra la fine del XIX secolo e gli anni '70, hanno consentito la messa a coltura di decine di migliaia di ettari precedentemente palustri o sortumosi.
Le grandi estensioni di pascoli umidi e valli utilizzate per la pesca sono state così sostituite, negli ultimi due secoli, da aree agricole drenate grazie all'azione delle pompe idrovore. Soltanto poche migliaia di ettari nel ravennate sono stati prosciugati per colmata, convogliandovi le acque di piena dei fiumi appenninici, ricche di sedimenti, e favorendo il naturale processo di interrimento delle zone umide.

 

L'agricoltura è, oggi, la principale attività produttiva condotta nelle aree circostanti le zone umide e ne condiziona fortemente lo stato di conservazione, influenzando negativamente la qualità (eutrofizzazione da fertilizzanti e reflui zootecnici; inquinamento da pesticidi) e la quantità (utilizzo a scopo irrigo) delle acque. L'agricoltura influisce direttamente sulla conservazione degli habitat ripariali o palustri solamente nei casi in cui è praticata all'interno delle golene fluviali o nei terreni marginali delle zone umide.

Le aree agricole sono fondamentalmente caratterizzate dalla cosiddetta "larga", costituita da vasti appezzamenti a seminativo su terreni di recente bonifica a bassa giacitura; il substrato può essere, indifferentemente, a prevalenza sabbiosa o argillosa.

Le colture dominanti sono grano, mais, sorgo, barbabietole, erba medica, girasole, soia, mentre verso l'entroterra, ove i terreni sono più torbosi, è diffusa anche la coltura del riso.. Sono presenti anche: aree con colture orticole specializzate, in particolare nei terreni sabbiosi, con presenza di strutture quali serre e reti di irrigazione; pioppeti, solitamente all'interno delle golene fluviali; piccoli appezzamenti a vigneto e frutteto, distribuiti nel tessuto agricolo dominato dalla "larga" a seminativo e concentrati in linee ad andamento nord-sud, parallele alla linea di costa e corrispondenti agli antichi cordoni dunosi.
Altre colture arboree si ritrovano nelle vicinanze dei principali corsi d'acqua, con terreni più elevati e con suolo prevalentemente argilloso, quindi di bonifica più antica.

Molti terreni a bassa giacitura e con affioramento invernale della falda, limitrofi alle zone umide, vengono tuttora mantenuti a coltura, pur risultando improduttivi, anche se recentemente alcune aree agricole scarsamente produttive sono state riallagate o rimboschite avvalendosi dell'incentivo offerto attraverso le politiche comunitarie per il ritiro dei seminativi.
Negli ultimi anni sono state avviate, anche in attuazione delle politiche comunitarie e grazie all'impegno del Parco, attività di riconversione dell'agricoltura verso forme più sostenibili e verso produzioni biologiche.
In questo senso sono stati attivati accordi agroambientali così come le attività informative e divulgative hanno portato alla realizzazione di un circuito didattico.

 

Misure Agroambientali 2017-2018

 

 

Accordi agroambientali

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