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Cassa Campotto e Bassarone

 

L’ambiente
Le Valli di Campotto, sono bacini d’acqua dolce utilizzate come cassa di espansione per il sistema scolante della bassa pianura bolognese afferente al fiume Reno.

In questa zona arrivano i fiumi Idice, Quaderna e Sillaro, e i canali Lorgana, Della Botte, Menata e Garda, i quali affluiscono al Reno in località Bastia. In caso di piena dei fiumi o dei canali le acque vengono temporaneamente immesse in bacini arginati (casse di espansione) che a Campotto coprono una superficie di circa 850 e offrono un invaso di circa 30.000.000 di mc d’acqua. Le acque vengono immesse durante le piene per essere poi successivamente scaricate, tramite pompe idrovore, nel fiume Reno.

Le casse di espansione di Campotto sono suddivise in tre comparti: Cassa Campotto (400 ha), Valle Santa (250 ha) e Cassa Bassarone (200 ha) riallagata nel 1983. I bacini sono permanentemente allagati anche se i livelli idrici subiscono notevoli fluttuazioni in conseguenza dalle captazioni idriche e dell’evaporazione estiva, che porta al disseccamento di ampie superfici. Il suolo è argilloso calcareo di origine alluvionale.

Le Valli di Campotto sono ciò che rimane delle antiche Valli di Argenta e Marmorta. Queste estese paludi d’acqua dolce cominciarono a formarsi dal XII secolo, quando il Po di Primaro ormai, pensile ed ingombro di sedimenti, non riusciva più a ricevere le acque dei diversi torrenti appenninici che qui affluivano. Le acque di esondazione dei torrenti e del Primaro formarono una grande distesa d’acqua a sud del Primaro stesso che fu bonificata solamente ai primi del novecento.
Cassa Campotto e Bassarone sono poste a S del Reno sono utilizzate come scolmatrici del Reno e dei canali Lorgana e Della Botte.

La flora
Le acque aperte sono dominate da una vegetazione a pregio naturalistico elevato (Sint. Nymphaeetum albo-luteae) di idrofite radicanti al fondo, ma con foglie e fiori galleggianti in superficie (Nymphaea alba, Nuphar luteum, Polygonum amphibium), miste a specie totalmente sommerse (Myriophyllum verticilatum, Ceratophyllum demersum). Questa associazione è stata molto ridotta nell’ultimo decennio a causa della forte pressione di pascolo da parte della nutria, in costante aumento nella bassa Padana. Nel settore SO sono presenti macchie, compenetrate a mosaico con la precedente associazione, di Typha angustifolia (Sint. Typhetum angustifoliae). Alle precedenti associazioni si alterna a mosaico una vegetazione dominata da canna di palude (Phragmites australis), diffusa in acque meno profonde (Sint. Phragmitetum vulgaris). Nelle situazioni meno disturbate partecipano alla sua composizione Alisma plantago-aquatica, Sagittaria sagittifolia e Iris pseudoacorus.
Sono presenti le seguenti specie minacciate a livello nazionale (Libro Rosso della Flora d’Italia): Hippuris vulgaris, Hottonia palustris, Leucojum aestivum, Oenanthe aquatica, Sagittaria sagittifolia, Salvinia natans, Senecio paludosus, Thelypteris palustris.
Sono presenti le seguenti specie protette dalla Regione Emilia-Romagna: Leucojum aestivum, Nymphaea alba, Orchidaceae.

La fauna
Data la vicinanza dei bacini le emergenze faunistiche di Cassa Campotto-Bassarone e Valle Santa sono molto simili e vengono trattate insieme. Di particolare importanza la presenza della principale colonia italiana nidificante di cormorano (252 coppie nel 1994), insediata sui salici morti del Bassarone e dalla fine degli anni ‘90 spostatasi sugli alberi del Traversante.

Nidificano inoltre airone cenerino (prima nidificazione nel 1987, 65 coppie nel 1994), airone rosso, nitticora. Il sito è inoltre molto importante per lo svernamento di folaga, germano reale, canapiglia, moriglione (747 ind. nel 1997), mestolone, nitticora (60 ind.), cormorano.

Fino ai primi anni ’90 nei vasti lamineti di Cassa Campotto era insediata la colonia di mignattino piombato più importante dell’Italia peninsulare, oggi drasticamente ridotta a pochi individui. Nei canneti di Val Campotto nidifica inoltre storicamente il tarabuso, anche se in scarsissimo numero a causa della gestione effettuata in contrasto con lo sviluppo del canneto. Legate ai canneti anche altre specie presenti di interesse conservazionistico: tarabusino, airone rosso, falco di palude, schiribilla, voltolino, salciaiola, basettino. Da segnalare la nidificazione della moretta tabaccata, le nidificazioni occasionali di mestolone e i tentativi di nidificazione di oca selvatica (Costa 1998, Pagnoni 1997, Toso et al. 1999).

Per visitarle
Cassa Campotto-Bassarone sono visitabili percorrendo le carraie ed i sentieri degli argini O, dove si segnala la presenza di due torrette di osservazione per l’avifauna. La visita all’interno è permessa solamente se accompagnati dagli operatori del Museo delle Valli.

Il locale Museo delle Valli di Argenta, all’interno del Casino di Campotto lungo la Via Cardinala, è visitabile ed aperto al pubblico da martedì a domenica. Centro di Documentazione Storico Naturalistica che presenta un saggio sull’evoluzione del territorio, sulla fauna e la flora dell’area. Nel 1992 al museo è stato conferito il Premio del Consiglio d’Europa quale miglior museo naturalistico dell’anno (tel. 0532/808058). Dal Museo sono possibili escursioni guidate alla parte occidentale del bosco del Traversante e alla Cassa Campotto-Bassarone.

Tipologia Zone umide d’acqua dolce
Cartografia CTR 1:25.000: 222 NE; 222 NO; 204 SO; 204 SE
Estensione Cassa Campotto (400 ha), Cassa Bassarone (200 ha)
Comune Argenta
Proprietà Consorzio Bonifica Renana
Gestione Consorzio Bonifica Renana: convenzione con il Comune di Argenta e il Parco del Delta


Vincoli
Vincolo Idraulico come Cassa di Espansione ai sensi del R.D. 3267/’23.
Vincolo Ambientale ai sensi della L. 431/85, sottoposto attualmente a vincolo dal D.L. 490/1999.
Oasi Faunistica denominata “Valli di Argenta e Marmorta” ai sensi della Del C.P. 269/9330 del 18/07/1977.
Zona Ramsar denominata “Valle Campotto e Bassarone” (1303 ha) ai sensi DM 21/10/1978).
Le Valli sono inserite all’interno del perimetro del Parco del Delta del Po ai sensi della L.R. 27/1988 e nell'ambito della perimetrazione di cui al Piano Territoriale di Stazione, Del C.C. 132/17096 del 28/08/1991 (Zona B). La Zona Ramsar “Valle Campotto e Bassarone” (1363 ha) istituita con DM 21/10/1978, pubblicato sulla GU n. 360 del 28/12/1978 è inclusa in zona B e C del PtP all’interno delle quali è vietata la caccia.
ZPS (IT4060014) denominata “Valle Santa e Valle Campotto” ai sensi della DIR 79/409/CEE (1713 ha) e SIC (IT4060001) denominato “Valle Santa, Valle Campotto” ai sensi della DIR 92/43/CEE (1922 ha).

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