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Piallassa della Baiona

 

Un po’ di storia
Il sito si trova 10 km circa a nord di Ravenna. Il comprensorio costituito dalla Pialassa della Baiona e del Piombone, comprende all’incirca 1800 ettari di zone umide collegate al mare con un unico sbocco rappresentato dal Canale Candiano e dalla bocca di porto. L’etimologia del nome “Pialassa” deriva probabilmente dal caratteristico sistema dinamico che caratterizza le lagune, influenzato dai livelli di marea. L’invaso riceve (“Piglia”) l’acqua marina per due volte al giorno durante l’alta marea, per poi ricederla (“lascia”) per altrettante volte durante la bassa. La Pialassa Baiona, unico esempio di laguna intertidale del litorale emiliano-romagnolo, rappresenta la porzione meglio conservata del comprensorio salmastro e costituisce la laguna di maggiore rilevanza dal punto di vista naturalistico. La parte settentrionale (oltre il fiume Lamone) fu bonificata nel 1972, è stata ugualmente inclusa nel sito, sia perché è attualmente in corso di parziale rinaturalizzazione, sia perché è per larga parte incolta o mantenuta a prato da sfalcio, con affioramenti di falda e ristagni idrici che determinano la presenza di ambienti umidi temporanei. La laguna deve la sua origine alla costituzione di nuovi cordoni dunosi costieri che hanno progressivamente isolato un braccio di mare (Roncuzzi, 1994). Il peggioramento climatico che si verificò dal 1590 al 1850 (Ciabatti, 1990), determinò un aumento della piovosità, dell’erosione montana e quindi della portata solida dei fiumi. Il golfo esistente fra il Porto di Primaro e la Bocca del Fiume (Fiumi Uniti), nel quale si aprivano, oltre alla Bocca di Cortellazzo, il Taglio della Baiona e il Porto del Pirottolo, cominciò ad essere riempito e progressivamente chiuso da scanni sabbiosi. Tale processo durò almeno per i secoli XVII e XVIII (Roncuzzi, 1994) e così fra il Fiume Lamone e la foce dei Fiumi Uniti si andava formando una baia sempre più inoltrata da Est a Ovest, mentre l’apertura a mare, larga in origine circa dieci chilometri si andava via via restringendo. Le ultime vicende derivano dall’intervento di inalveamento del Fiume Lamone. Una larga parte della Pialassa venne stralciata, prosciugata con idrovora e posta in coltivazione La costruzione del sistema di canali a spina di pesce risale proprio al secolo scorso, così come il raddrizzamento del Canale Naviglio Corsini (Candiano). Lo scopo era quello di collegare le Pialasse al Canale di Porto per facilitare i flussi di marea e così ostacolare la formazione di barre di foce alla bocca del Porto di Ravenna. Anche in questo caso, ai lati del Canale Candiano, fu sottratta una ulteriore porzione di Pialassa adibita ad uso industriale. I processi di subsidenza, incrementati dagli emungimenti idrici dal sottosuolo e l’erosione delle strutture emerse hanno fatto il resto.

L’ambiente
La laguna è caratterizzata da ampi specchi d’acqua aperti con presenza di prati salmastri e comunità vegetali alofile, alternati a canali artificiali e chiari salati o salmastri, con abbondante deposito di sedimenti e vaste distese limose intertidali. Le acque dei chiari hanno bassa profondità, con fondali melmosi o sabbiosi, parzialmente affioranti durante le basse maree. Sono presenti dossi emergenti all'interno dei chiari più vasti, sia di origine naturale, sia creati per la nidificazione dei Caradriformi, i dossi sono coperti di vegetazione alofila. Le aree marginali sono occupate da praterie igrofile su suoli salmastri. Di rilievo si segnala la presenza, all’interno del sito, di un habitat di estrema importanza naturalistica, il prato umido salmastro denominato “barenicolo”. La distribuzione delle comunità vegetali nei chiari della Pialassa e sugli argini è influenzata principalmente dalla variabilità del livello idrico e dal periodo di sommersione. Sugli argini ritroviamo salicornieti, con Limonio, Inula, Settembrino e più in alto, graminacee ed arbusti come Tamerice, Prugnolo, Rovo e Vitalba. Nelle acque aperte molto diffusi sono i popolamenti di macroalghe verdi, in prevalenza Lattuga di mare. Oltre a Garzette e Gabbiani, importanti sono le colonie nidificanti di Fratino, Avocetta e Cavaliere d’Italia. L'area riveste inoltre grande importanza come sito principale di alimentazione per alcune specie nidificanti in siti adiacenti (Marangone minore, Mignattaio, Mignattino piombato) e per la sosta delle specie di passo (Anatidi, Caradriformi).

Per visitarla
La Pialassa Baiona è accessibile pressoché da tutti i lati. Tutti i sentieri della Pineta di San Vitale consentono di raggiungere la laguna, percorribile lungo i suoi dossi sia a piedi che in bicicletta. L'ingresso è consentito tutto l'anno. Lungo via Baiona si segnala l'accesso al Capanno di Garibaldi dal quale è possibile osservare lo straordinario paesaggio della fascia pinetata che si staglia all'orizzonte della laguna. Si segnala l’area appositamente attrezzata nei pressi del prato barenicolo e la toretta d’osservazione sul margine orientale della laguna.

Tipologia vedi testo
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Comune "
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Vincoli
E' inserita nel perimetro del Parco del Delta del Po definito dalla L.R. 27/1988. Il Piano Territoriale di Stazione adottato con del. C.C. 279/23841 del 14/05/1991 classifica il sito come Zona "Pre-Parco". La Pialassa Baiona è inoltre Zona Ramsar istituita con DM 13/07/1981, permetro successivamente rettificato dal DM 29/11/1983, pubblicati sulla G.U. 73 del 14/03/1984. Tutta l’area è vincolata ai sensi della Legge 431 del 08/08/1985 e della L. 1497/1939 è sottoposta quindi alle disposizioni di cui al D.L. 490/1999. La “Pialassa Baiona” è inoltre ZPS (IT40700014) ai sensi della DIR 79/409 CEE e SIC (IT4070004) individuato ai sensi della DIR 92/43/CEE.

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