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Ortazzo, Ortazzino, Foce del torrente Bevano, Foce di Fiumi Uniti, Dune litoranee – Lido di Dante – Lido di Classe, Pineta litoranea Ramazzotti e Savio

L’ambiente
Sito costiero ad elevata diversità ambientale, collocato attorno alla foce del Torrente Bevano, ultima foce estuariale meandriforme dell'alto Adriatico libera di evolvere naturalmente. La foce del Bevano è un'importante area di circa 40 ettari, che testimonia, con la sua foce naturale, le dune costiere e le lagune retrodunali, come doveva essere l'intera fascia costiera regionale prima dei massicci interventi antropici.
L'area ad ovest della foce è detta Ortazzino e comprende i meandri fossili del Bevano, parte delle dune costiere, i retrostanti prati umidi salmastri con falda affiorante e prati aridi con arbusteti termofili naturali, dominati da Ginepro (Juniperus communis) e Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides). In questo complesso di zone umide e dune sono presenti quasi tutti i tipi di vegetazione alofila nordadriatica., dai salicornieti annuali e perenni, agli spartinieti e giuncheti marittimi, al puccinellieto.

Sono compresi nel sito cinque chilometri di intatte dune costiere attive estese a nord fino alla foce dei Fiumi Uniti, foce estuariale con piccoli stagni salmastri retrodunali, e verso sud.
Alle spalle delle dune si trovano le pinete demaniali, sezioni Ramazzotti e Savio, create con lo scopo di proteggere le colture retrostanti dai venti marini e sono insediate sul cordone litoraneo di più recente deposizione. Le pinete demaniali ravennati risalgono al 1881, quando l'Amministrazione Forestale ricevette dal Demanio Marittimo 117 ettari di terreno da sottoporre a rimboschimento con Pino marittimo (Pinus pinaster). Le pinete artificiali sono state sovrapposte alla originaria vegetazione arbustiva tipica delle dune consolidate, che, in parte, rimane nelle fasce marginali e nel sottobosco.

L'Ortazzo era un'antica valle di acqua dolce, arginata ed ottenuta dalla riconversione di precedenti risaie. L'Ortazzo è attualmente soggetto agli influssi salmastri della falda, come testimoniato dalla presenza di giuncheti marittimi e puccinellieti e si caratterizza come un ampio stagno costiero. Le vasche con acque più basse si prosciugano durante l'estate, originando distese fangose in cui si insediano le comunità alofile annuali tipiche di questi ambienti. La palude è attraversata da una penisola con pineta a Pinus pinea. A sud dell'Ortazzo sono presenti praterie umide e allagate con acque dolci, di recente ripristino.
Si tratta di uno dei siti costieri a naturalità più elevata e a maggiore biodiversità. In esso si mantiene intatta la naturale successione dal mare all'entroterra, senza insediamenti balneari e manomissioni antropiche.

Tra le specie vegetali sono da segnalare Bassia hirsuta, Erianthus ravennae, Plantago cornuti, Spartina maritima, Trachomitum venetum.
Interessante è la presenza della Luscengola, entità olomediterranea, localizzata in regione. Il sito è, inoltre, importantissimo per la migrazione e lo svernamento degli Uccelli acquatici e dei rapaci diurni (in particolare albanelle e Aquila anatraia maggiore) oltre che per la nidificazione dei Caradriformi (Cavaliere d’Italia, Avocetta, Sterna zampenere, Fraticello, Sterna comune). Interessanti anche i popolamenti di Ghiozzetto di laguna e, da confermare, di Ghiozzetto cenerino. Degne di nota, infine, le presenze sulle spiagge naturali di Scarabaeus semipunctatus e Cicindela majalis.

La fauna
Il grande pregio naturalistico di questo sito risiede nella presenza della naturale successione di habitat dal mare alle paludi dell'entroterra, con dune attive e dune consolidate (su cui è stata impiantata la pineta di Pino marittimo), una foce meandrizzata in libera e naturale evoluzione, bassure retrodunali e una palude salmastra. Questa grande diversità ambientale porta ad una notevole diversità faunistica.
Soprattutto nella palude dell'Ortazzo e nelle bassure e prati umidi dell'Ortazzino, aree in cui alla qualità ambientale si associa una buona tranquillità, vi sono presenze faunistiche di pregio. In particolare la comunità di Caradriformi nidificanti, assai varia, con Beccaccia di mare (nidificante soltanto probabile), Cavaliere d'Italia, Avocetta, Fratino, Pettegola, Gabbiano roseo, Gabbiano comune, Sterna zampenere, Fraticello, Sterna comune, riveste grande interesse conservazionistico. In fase di espansione la Volpoca, occasionalmente nidificanti Marzaiola e Alzavola. Una piccola garzaia di Garzetta, presente da quattro anni nella pineta interna all'Ortazzo, testimonia l'espansione verso sud delle colonie del Delta. Occasionalmente nidificante nelle siepi presenti nell'Ortazzino è la rara Averla cenerina. Tra i Mammiferi degni di rilievo sono il Vespertilio di Daubenton, Chirottero localizzato in regione, l'Istrice, recentemente comparso, la Puzzola.
Il sistema di dune naturali, lungo circa 5 chilometri, presenta invece una fauna molto al di sotto delle potenzialità, a causa dell'eccessivo disturbo antropico causato dai numerosissimi bagnanti che frequentano le spiagge e le dune. Soltanto il Fratino è presente con una discreta popolazione, mentre le altre specie potenziali (Beccaccia di mare, Fraticello, Sterna comune) disertano l'area poiché non sono in grado di tollerare una così elevata ed invadente presenza umana sulla battigia e, in particolare, tra la vegetazione delle dune. Nella zona è segnalato un passeriforme nidificante uniloco per il Parco del Delta, il Calandro, presente nelle parti più tranquille delle dune e nelle praterie dell'Ortazzino.
Scarse anche le presenze nella pineta litoranea, soprattutto nelle parti dove tale bosco di impianto artificiale si presenta troppo fitto, quindi buio e privo degli arbusti del sottobosco.

Per la visita
Percorso tabellato "Dune e Pinete": parte da Lido di Dante e compie un interessante itinerario fino alla foce del Torrente Bevano, fra la pineta Ramazzotti che fiancheggia il litorale o attraverso il sentiero che corre parallelo al cordone dunoso costiero tangenzialmente alla Pineta stessa. Il percorso, tipicamente naturalistico, si dimostra agevole sia a piedi che in bicicletta, consente di osservare allo stesso tempo le dune e la vegetazione che vi si insedia, la Pineta a Pinus pinaster ed il ricco sottobosco, fino a raggiungere la foce del Bevano, unico esempio di tutto il litorale emiliano-romagnolo di foce in spontanea e naturale evoluzione.
Giunti alla foce, si segnala la presenza di un villaggio di capanni quasi tutti in muratura, meta del turismo balneare estivo ed un ampio parcheggio, punto di arrivo per chi decide di raggiungere il litorale da via della Sacca. Il percorso continua poi lungo via della Sacca fino all'interno della Pineta di Classe.
Questo tracciato risulta sicuramente il più affascinante dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, attraversa ambienti allo stato pressoché selvatico, in particolare le dune e le spiagge antistanti e consente di osservare la foce del torrente Bevano ancora lasciata al suo corso naturale.
Lungo via della Sacca, dagli argini del Fosso Ghiaia si possono osservare in lontananza gli splendidi paesaggi delle zone umide dell'Ortazzo e dell'Ortazzino.

Tipologia Vedi testo
Cartografia  
Estensione 1050 ha
Comune  
Proprietà Demanio dello Stato - Immobiliare Lido di Classe
Gestione  

Vincoli
Vincolo idrogeologico
Bellezza naturale (L. 1497/39)
Zona di Protezione Speciale (D.M. n. 65 del 3/3/00)
Sito di Importanza Comunitaria (D.M. n. 65 del 3/3/00)
Zona Ramsar (D.M. 13/7/81)
Riserva Naturale "Pineta di Ravenna" (D.M. 13/7/77)
Riserva Naturale "Duna costiera ravennate e foce torrente Bevano" (D.M. 5/6/79)
 

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