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Valle Fattibello – Valle Spavola

 

L’ambiente
Valle Fattibello è un bacino di acque salmastre in comunicazione col mare tramite il Canale Navigabile e il Logonovo ed è l’unica valle sensibi-le all’escursione di marea.
Gli attuali confini cominciano a delinearsi nel XVII secolo quando furono sistemati il canale Pallotta (ad E) e il canale S. Pietro (ad O), i quali allacciandosi a S al canale Torrerossa delimitavano le valli Fattibello, Spavola e Venighi. Nella prima metà del novecento, furono prosciugate le valli circostanti e al posto dei canali furono alzate le arginature che delimitano il confine tra le attuali valli e i territori di bonifica. Il tratto iniziale del canale Pallotta fu utilizzato per la predisposizione del Canale Navigabile (principale idrovia ferrarese) ed i mean-dri, che descriveva in prossimità del-le saline, furono sostituiti da un diversivo che taglia valle Capre.

Un’impronta decisiva a tale assetto venne data nei primi anni ‘60 con la realizzazione del canale Logonovo e del Sublagunare Fattibello, previsti originariamente per contribuire allo smaltimento delle acque provenienti dai territori bonificati. Verso la fine degli anni ’70, l’aumento del trasporto sabbioso costiero dovuto allo smantellamento della foce del Reno determinò la progressiva occlusione della foce del Logonovo, mettendo in crisi questo sistema idraulico. Con i fondi F.I.O. 84 furono risezionati il Sublagunare e il Logonovo fino alla foce e fu aperta la chiavica a 12 luci situata fra i due canali. La Valle Fattibello è diventata così un bacino di ripulsa che consente al canale Logonovo di mantenere la sua officiosità.

Negli anni ‘90 (Delibera CIPE 3 agosto 1994) sono stati dragati e risezionati il sub lagunare e alcuni canali vallivi esistenti, ed è stato eseguito ex novo l’escavo di un canale circondariale della Valle Spavola. Questi lavori hanno contribuito ad aumentare le portate di flusso di marea sull’intero bacino, hanno portato ad un sostanziale miglioramento dell’efficienza idraulica in particolare nella sua parte orientale, preceden-temente più esposta a crisi distrofica (Peretti e Matteucci 1999).

Il complesso di Valle Fattibello-Valle Spavola è molto importante da un punto di vista idrodinamico ed ambientale, dato che qui si articola il ricambio idrico di parte del sistema vallivo di Comacchio, qui confluisce la maggior parte dei collettori di scarico degli impianti idrovori del Polesine di S.Giorgio, qui passa l’idrovia ferrarese, qui le acque dolci si mescolano con quelle salate provenienti dalle uniche bocche officiose verso mare (il Porto Canale ed il canale Logonovo) e, in condizioni di costante occlusione del Bellocchio-Gobbino, Valle Fattibello e i suoi canali interni, sono l’area da cui è possibile la rimonta naturale del novellame in valle.

La flora
La maggior parte delle acque aperte (Valle Fattibello) è priva di vegetazione. In Valle Spavola, più interessante da un punto di vista vegetazionale.

Ai bordi dei dossi nelle zone spesso inondate si insedia una vegetazione alofila perenne dominata da Arthrocnemum fruticosum (Sint. Puccinellio festuciformis-Sarcocornietum fruticosae) cui si possono accompagnare specie igrofile come Juncus maritimus e Puccinellia palustris o specie meno igrofile come Arthrocnemum glaucum e Halimione portulacoides.

Tale associazione è particolarmente diffusa nell’aerea orientale di Valle Spavola. In prossimità degli argini dei canali sublagunari vi sono praterie a Puccinellia palustris ad alto pregio naturalistico (Sint. Limonio narbonensis-Puccinellietum festuciformis) generalmente povere di altre specie tra cui Aster tripolium. Su posizioni rilevate di barena con suolo leggermente nitrofilo e raramente inondato si insediano comunità, a pregio naturalistico molto elevato, ad Artemisia coerulescens e Limonium serotinum (Sint. Limonio narbonensis- Artemisietum coerulescentis), in cui sono frequenti anche Agropyron elongatum, Limonium virgatum e Inula crithmoides. Sugli argini circondariali la vegetazione è prevalentemente caratterizzata da Elytrigia atherica, di pregio naturalistico molto scarso (Corticelli 1999).

La fauna
Valle Fattibello ed i canali con cui comunica col mare sono particolarmente importanti per la rimonta del novellame nelle Valli di Comacchio; sono quindi presenti tutte le specie tipiche delle valli salmastre quali, anguilla, acquadella, cefalo, spigola, orata. Vi sono tipici popolamenti di nono e ghiozzetto di laguna. Il sito riveste una discreta importanza per lo svernamento di svasso maggiore, svasso piccolo, folaga, gabbiano comune e gabbiano reale. Gli interventi di sistemazione idraulica effettuati negli anni ’90 hanno creato nuovi ambienti non presenti prima e sembra che le presenze faunistiche siano migliorate.

Per visitarla
L’area è zona B di Parco ed è fruibile solamente dagli argini perimetrali e dagli argini del canale sub lagunare, accessibile dall’ingresso delle Saline di Comacchio.

Tipologia Lagune e Valli salmastre
Cartografia CTR 1:25.000 - 205 SO
Estensione 650 ha
Comune Comacchio
Proprietà Regione Emilia Romagna
Gestione Uso civico per la pesca

Vincoli
Vincolo paesaggistico ai sensi delle L 1497/39 ed agli indirizzi di cui alla L. 431/1985. Attualmente è quindi sottoposta a vincolo dal D.L. 490/1999.
Il sito è incluso nella perimetrazione del Parco del Delta, ai sensi della L.R. 27/1988 e nella perimetrazione di cui al Piano Territoriale “Centro Storico di Comacchio” del 1993 (Zona B).
Oasi di Protezione della Fauna denominata “Valle Fattibello” (610 ha) istituita con del. GP n. 250/5778 del 30/07/1981.
Zona Ramsar denominata “Valli residue del comprensorio di Comacchio” (13100 ha) istituita con D.M. 13/07/1981, pubblicato sulla GU n. 203 del 25/07/1981.
Il compleso fa parte inoltre del SIC (IT4060002) denominato “Valli di Comacchio” (12745 ha) individuato ai sensi della DIR 92/43/CEE; e della ZPS (IT4060002) di cui alla Dir. 79/409 CEE

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