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Le valli di Comacchio

     

 

L’ambiente
Le valli di Comacchio costituiscono il più vasto complesso di zone umide salmastre della regione Emilia - Romagna.
I principali bacini sono quelli delle valli Fossa di Porto, Lido di Magnavacca, Valle Cona e bacini limitrofi, Valle Campo, Sottolido e i bacini delle Saline di Comacchio, Valle Fattibello e Spavola, Valle Capre, Valle Furlana (Valle Lavadena, Valle Pastorina, Val Bru, Ussarola e Valle Smarlacca). A questi si aggiungono relitti di valli non in comunicazione con le precedenti: Valle Molino, Valle Zavelea (detta anche Oasi Fossa di Porto), Vene di Bellocchio e Sacca di Bellocchio. A sud la Stazione Valli di Comacchio comprende il corso del fiume Reno e la golena di Volta Scirocco.

Un po’ di storia
Nel periodo etrusco e romano, i rami principali di foce del Po (Padus-Eridanus) e del Santerno (Vatrenus) entravano in mare nell’area tra Comacchio e Primaro, l’ambiente dominante era quindi di tipo fluvio-palustre e gli acquitrini salmastri erano limitati alle zone in prossimità del litorale. Nel Medioevo, con la crisi e l’estinzione del Padus-Eridanus e a seguito di un temporaneo innalzamento del livello marino, la subsidenza non è stata più compensata dall’apporto di nuovi sedimenti: le acque salse marine cominciarono ad entrare e l’ambiente acquitrinoso salmastro si estese per km fino alla completa sommersione del Mezzano nel XVI secolo.

Le attuali Valli di Comacchio sono quindi il residuo di un complesso vallivo che ha avuto la sua massima estensione nel XVI secolo quando copriva circa 50.000 ha si superficie. Questi si ridussero progressivamente con le bonifiche iniziate alla metà del XIX secolo e protrattesi fino alla fine degli anni ‘60 del XX. All’interno delle valli sono ancora visibili numerose strutture relitte di cordoni litoranei e di alvei fluviali, che spesso sono utilizzate per delimitare singoli bacini (Bondesan in Corbetta 1990, Caputo 1974).

Qualche dato
Le profondità delle Valli di Comacchio sono assai variabili: in media di 60 cm, con massimi di 1,5-2 m. I fondali sono per lo più costituiti da argille, limi e materiali bioclastici, più raramente da sabbie. Le comunicazioni con il mare avvengono attraverso il canale di Porto Garibaldi, il Canale Logonovo e il Canale Bellocchio-Gobbino. Per gli ultimi due canali le comunicazioni sono difficoltose, a causa di frequenti insabbiamenti che si verificano alle foci. Fenomeni di inquinamento ed impedimenti di carattere amministrativo rendono problematico il rifornimento di acque dolci dal Reno per le valli Fossa di Porto e Lido di Magnavacca. La salinità è variabile nel corso dell’anno e diversa da un bacino all’altro talvolta anche nell’ambito di uno stesso bacino, sia per motivi meteo-climatici (evaporazione e precipitazione) sia per il regime idraulico che viene utilizzato nei singoli casi. In genere la salinità diminuisce da N verso S per l’influenza delle acque del Reno. Vari problemi, oltre alle suddette difficoltà nel ricambio delle acque, hanno notevolmente compromesso negli ultimi anni la situazione di queste valli.

Un ambiente delicato
Le prime evidenti modificazioni delle acque vallive rispetto agli anni ‘70 sono un aumento della torbidità dell’acqua a causa della drastica riduzione della componente macrofitica e marcrolgale (Ruppia e Lamprothamnium) a favore di abbondanti fioriture di fitoplancton alla cui composizione partecipano soprattutto picocianobatteri (Sorokin et al. 1996a e 1996b) e da Nannochloropsis sp. (Andreoli et al. 1998). Ripercussioni si sono avute a tutti i livelli: modificazione e semplificazione delle comunità floristiche e faunistiche a tutti i livelli della rete trofica e calo della produzione ittica (Boldreghini et al. 1992, Cataudella e Rossi 1998, Piccoli 1998, Rossi e Cataudella 1998, Volponi et al. 1998).

Numerosi sono gli studi effettuati sulla qualità delle acque nelle Valli di Comacchio (Cognetti et al. 1975, Colombo 1972, Sorokin et al. 1996a e 1996b, Dallocchio et al. 1998), i suddetti lavori descrivono una attuale situazione di notevole degrado ambientale, ma prove scientifiche sulle motivazioni del degrado non sono state trovate. Per quanto riguarda l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi, uno studio di Cavallini (1980) mette in evidenza che l’eutrofizzazione non aveva influenzato il bacino terminale di Valle Campo e le significative quantità di sostanza organica rilasciate avevano un impatto limitato alla Valle Ussarola, un piccolo bacino utilizzato per la decantazione delle acque. Di parere diverso sono Sorokin et al. (1996a e 1996b), i quali sostengono che una “catastrofe ecologica” è in atto nelle Valli di Comacchio, la responsabilità della quale va ricercata nello sviluppo degli allevamenti intensivi negli anni ‘70 e ‘80. Più cauto il rapporto di Dallocchio et al. (1998), i quali sostengono che « ... in mancanza di dati precedenti agli anni ‘60, non è possibile attribuire a singoli fattori la causa dei cambiamenti manifestatisi in questo delicatissimo ambiente ... ».

La flora
Le Valli di Comacchio presentano comunità alofile e alotolleranti tipiche di cui si fornisce qui una descrizione schematica, per la descrizione dettagliata si rimanda a Corticelli (1999).
La maggior parte degli specchi vallivi, inondati tutto l’anno, si presenta oggi con vegetazione scarsa o assente. In alcuni punti, soprattutto in Valle Campo, s’insediano praterie sommerse a Ruppia cirrhosa (Sint. Ruppietum cirrhosae) in cui può essere più o meno consistente la componente algale ad Ulva, Chaetomorpha, Cladophora, Ceramuim (Sint. Ruppietalia).

Popolamenti a Ruppia di una certa estensione sono presenti nelle Valli Cona e Verdone, a ridosso del margine orientale della penisola di Boscoforte e del Dosso Fuori, aree minori si trovano ad E del Dosso Lungo, a S del Casone Fossa di Porto, nei bacini attorno a Ca’ Ussarola (Valle Campo) e in numerose vasche degli impianti ex SIVALCO (Valle Campo). Zostera noltii già segnalata come molto rara è oggi presente solo in Valle Lido di Magnavacca a ridosso dell’argine Marasetto. Le cause della drastica diminuzione della vegetazione sommersa sembrano verosimilmente da imputare in gran parte alla torbidità permanente dell’acqua che impedisce il passaggio di un’adeguata quantità di luce (Piccoli 1998).

In acque salmastre su substrati sabbiosi, soprattutto in Fossa di Porto, sono presenti popolamenti sommersi di Lamprothamnium papulosum (alghe verdi della famiglia Charophyceae) a pregio naturalistico elevato (Sint. Lamprothamnietum papulosi). Tali popolamenti erano, un tempo, diffusi e sono oggi molto rari. Tali popolamenti, drasticamente ridottisi negli ultimi decenni, sono segnalati sporadicamente in Fossa di Porto e più densamente nelle vasche degli impianti ex SIVALCO (Valle Campo).

Su suoli limosi lungamente inondati si insedia una comunità di alofite annuali pioniere a pregio naturalistico molto elevato perché dominata da Salicornia veneta una specie endemica dell’Alto Adriatico (Sint. Salicornietum venetae). Ai margini dei dossi o su barene poco rilevate, in suoli sabbioso-argillosi e in condizioni di marcata igrofilia si insedia una vegetazione alofila perenne caratterizzata da Sarcocornia deflexa (Sint. Sarcocornietum deflexae), fitocenosi a distribuzione limitata e a pregio naturalistico elevato. Allo stesso livello, ma in suoli ricchi di sostanze organiche e gusci di bivalvi, è presente una comunità di alofite annuali dominata da Suaeda maritima e Bassia hirsuta a pregio naturalistico elevato (Sint. Suaedo maritimae-Bassietum hirsutae). Ad un livello più elevato, in condizioni di minor igrofilia, si ha una vegetazione dominata da Arthrocnemum fruticosum (Sint. Puccinellio festuciformis-Sarcocornietum fruticosae) spesso accompagnata da Juncus maritimus, Puccinellia palustris, Arthrocnemum glaucum, Halimione prtulacoides.
Sulla sommità delle barene o dei dossi artificiali si insediano praterie dense dominate da Elytrigia atherica (Corticelli 1999, Piccoli 1998).

La fauna
Di importanza internazionale le grandi colonie di laridi e sternidi nidificanti nei dossi interni delle Valli di Comacchio con colonie che rappresentano percentuali altissime della popolazione nidificante in Italia. Particolarmente importanti sono le colonie di sterna comune (1000-1500 coppie), fraticello (50-220 coppie), beccapesci (322-407 coppie), gabbiano corallino (571-1927 coppie), gabbiano comune (350-600 coppie), gabbiano reale (1100 coppie), sterna zampenere (100-150 coppie), sterna di Ruppel (1-2 coppie dal 1985), gabbiano roseo (55 coppie). Molto importante a livello internazionale anche la nidificazione della Spatola, per la quale il dosso Tre Motte è l’unico sito regolarmente occupato in Italia (circa 20 coppie).

Di importanza nazionale le nidificazioni di avocetta, pettegola con 50 coppie suddivise tra le zone umide salmastre del Delta del Po Emiliano Romagnolo, fratino (26-66 coppie in Salina di Comacchio), cavaliere d’Italia, airone bianco maggiore (6 coppie nel 1995) e di alcune specie di anatidi, in particolare volpoca, mestolone, canapiglia e moriglione (100 coppie) presenti con popolamenti che nella maggior parte dei casi superano il 50% del totale italiano. Nel 1981-83 hanno nidificato 1-2 coppie di pittima reale.

Il degrado ambientale della Valli risulta evidente dal drastico declino di anatidi svernanti, il moriglione in particolare era comunissimi negli anni ‘70 (oltre 30.000 ind., Boldreghini et al. 1992). Nonostante tutto le Valli di Comacchio sono ancora uno dei principali siti italiani per la migrazione e lo svernamento di molti podicipedidi, ardeidi, limicoli e folaga; di grande importanza i contingenti svernanti di anatidi quali germano reale, canapiglia, fischione, mestolone, moriglione, moretta (Toso et al. 1998). Interessante lo svernamento di quattrocchi generalmente focalizzato a Fossa di Porto.
Importanti e tipici i popolamenti di nono e ghiozzetto di laguna (Costa 1998).

Per visitarle
All’interno del comprensorio delle Valli di Comacchio è vietato l’accesso libero.

A Stazione Foce, a sud di Valle Fattibello, è posto il punto di partenza per escursioni storico - naturalistiche nelle valli.

Per informazioni - prenotazioni:
periodo: aprile - novembre 2005
prenotazioni: 340 2534267
servizio prenotazioni: ore 8.30 - 12.00; 14.30 - 17.30 fax 0533 380646
e-mail: vallidicomacchio@parcodeltapo.it
biglietto: intero € 9,20 - gruppi oltre 25 pax € 7,80 - ragazzi e scuole € 6,20
info: IAT Comacchio 0533 310161


Qui un percorso naturalistico e un museo etnografico all’aperto, grazie a ristrutturazioni di strutture e materiali originali, illustra le attività tradizionali e la vita quotidiana dei pescatori delle valli fino alla metà del XX secolo. Il percorso in barca (partenze ore 9, 11, 15, 17) si snoda lungo il Canale dell’Ungola, uno dei rami deltizi minori dell’antichità, con soste e visita ai casoni di valle.

Da Casone Foce è possibile anche seguire a piedi o in bicicletta l’argine di Valle Fattibello (verso N), l’argine di Valle Spavola (verso E) e l’argine del Canale Fosse (verso O) fino al Casone Donnabona e Valle Zavelea o visitare la Salina di Comacchio.

Tipologia Lagune e Valli salmastre
Cartografia CTR 1:25.000 - 205 SE, 205 SO, 223 NO, 223 NE
Estensione 14.383 ha
Comune Comacchio, Argenta, Ravenna
Proprietà Comune di Comacchio; Azienda Autonoma Monopoli di Stato (Saline di Comacchio), Demanio Ramo Marina Mercantile (Sacca di Bellocchio N), Demanio ex ASFD (Sacca di Bellocchio S); Privati (Valle Furlana e limitrofe, Isola S. Clemente e Vene sud Bellocchio); Regione Emilia Romagna (Volta Scirocco, Valle Zavelea).
Gestione Parco Delta del Po Emilia - Romagna, Azienda Autonoma Monopoli di Stato, Demanio ex ASFD, Privati.

Vincoli
Vincolo paesistico ai sensi della L. 1497/1939 e vincolo ambientale ai sensi della L. 431/1985; attualmente sottoposto a vincolo dal D.L. 490/1999.
Nell'area sono state istituite le seguenti Oasi di Protezione della Fauna: Bosco Forte (500 ha), istituita con del. GP n. 849/7822 del 19/08/1981, Fossa di Porto (1300 ha), istituita con del. CP n. 300/10016 del 01/08/1979 e modificata nei confini con del GP n. 966/7920 del 31/05/1989, Zavalea (170 ha) istituita con del. GP n. 966/7920 del 31/05/1989, Valle Cona (200 ha) istituita con del. GP n. 973/8004 del 31/05/1989; Valle Ussarola (380 ha) istituita con del. GP n. 850/7823del 19/08/1981; Valle Vacca (760 ha) istituita con del. GP n. 851/7824 del 19/08/1981; Valle Fattibello (650 ha) istituita con del. GP n. 250/5778 del 30/07/1981; Lidi Ferraresi Sud istituita con del. GR n. 20/19480 del 04/08/1975 e successive modifiche.
Le “Valli di Comacchio ed i territori limitrofi” sono Zona Ramsar (13.500 ha) istituita con DM 13/07/1981, pubblicato sulla GU n. 203 del 25/07/1981.
Zone Preparco, C e B delle stazioni “Comacchio Centro Storico” e “Valli di Comacchio” del Parco del Delta del Po ai sensi della L.R. 27/1988 e nell’ambito delle perimetrazioni di cui ai Piani Territoriali di Stazione Del C.P. Fe 88/25001 del 25/06/1997 e Del C.P. Fe 119/10013 del 01/07/1991, vigenti in salvaguardia obbligatoria ai sensi della LR 11/1988.
ZPS (IT4060002) ai sensi della DIR 79/409 CEE (12745 ha) e SIC (IT4060002) ai sensi della DIR 92/43/CEE (12745 ha).
Le Saline di Comacchio sono state individuate come aree naturali da proteggere ai sensi del DM 03/05/1993 e come tali assoggettate a precise misure di salvaguardia previste nel decreto stesso.

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