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Ancona e Vene di Bellocchio

Le Vene di Bellocchio, immediatamente a Est di quelle di Comacchio, costituiscono un sistema di piccoli stagni salmastri e barene che occupano un’ampia depressione parallela alla costa di circa 250 ha. Questa depressione è separata dalle Valli di Comacchio da una fascia di cordoni dunosi formatosi tra il IX e il XIV secolo, sulla quale, oggi, corre la strada statale Romea; a Est è limitata da cordoni attribuibili ai secoli XVII e XVIII, recentemente impiantati a pineta e in parte occupati dalle urbanizzazioni di Lido di Spina e di Lido degli Estensi.

Nella prima metà del 1600 il territorio delle Vene di Bellocchio era indicato come un'unica Valle dotata di un canale che la metteva in contatto con il tratto terminale del Po di Primaro (l'attuale Reno), una comunicazione con le Valli di Comacchio, detta Bocca di Bellocchio, e vari sbocchi a mare. Già alla fine del Seicento tutte queste comunicazioni con il mare si erano però ormai chiuse e permaneva il solo canale Bellocchio con diretta foce a mare.

Attualmente le “Valli o Sacca” di Bellocchio sono prevalentemente a proprietà e gestione privata ed in parte utilizzate per itticoltura commerciale,

Ad est di queste “valli” da qualche secolo hanno iniziato a formarsi e svilupparsi un complesso di specchi d'acqua costieri e di paludi, quelli delle Vene di Ancona, estesi per circa 140 ettari fra il tratto finale del Reno e il Lido di Spina. Vene che rappresentano il relitto di una piccola “laguna” separatasi definitivamente a seguito del protendersi verso Nord della foce del Reno.

Questa zona, in particolare, costituisce un insieme ambientale- territoriale di particolare valenza ambientale nell’ambito del Parco (Zona B, SIC/ZPS, RSN, Ramsar ecc).

Anche questa “valle” è stata tagliata in due parti dal prolungamento del Canale Bellocchio-Gobbino La parte meridionale, meno profonda si è trasformata evolvendo in palude. La parte settentrionale è stata a sua volta divisa in due parti dal terrapieno di una strada costruita negli anni sessanta per realizzare un accesso diretto alla spiaggia. La parte a Nord della strada, con profonde manomissioni, è stata trasformata ( anche a seguito di escavi per il prelievo di sabbie e ghiaie) nel Lago di Spina, con al centro un'isola. La parte a Sud del Lago, conosciuta anche con il nome di Valle o Vene di Ancona di Bellocchio,sino a pochi anni fa era costituita da una serie di piccoli stagni di scarsa profondità e di elevata salinità, talora asciutti durante la stagione estiva, delimitati da un cordone a mare sufficientemente ampio per isolarla dal mare (se non in occasione di mareggiate particolarmente intense) e consentirne un peculiare assetto faunistico- vegetazionale.

Negli ultimi decenni il cordone litoraneo che divide questi ambienti dal mare ha molto risentito dei processi di erosione costiera che interessano un po’ tutta l'area della foce del Reno, a causa della notevolissima diminuzione di apporto solido del fiume. Le mareggiate hanno prodotto frequenti ingressioni di acque marine nel bacino e progressivi arretramenti del cordone litoraneo stesso

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