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Boscoforte

Dall'argine del Reno, tra le Valli Fossa di Porto e Lido di Magnavacca, si protende per circa 6 chilometri la “Penisola di Boscoforte”, una lingua di sabbia larga poche decine di metri (Dosso) ricca nella parte centro-settentrionale di stagni e canali che la caratterizzano come uno dei luoghi più spettacolari di tutto il Delta del Po. Boscoforte rappresenta l'antico cordone litoraneo etrusco che, fino al XVIII secolo, correva ininterrotto da Sant'Alberto fino a Casone Caldirolo per una lunghezza di circa dieci chilometri dividendo completamente Fossa di Porto dalla Valle Lido di Magnavacca. La sua residua parte settentrionale è stata sommersa dall'acqua per subsidenza e fenomeni erosivi e di essa rimangono soltanto pochi dossi e qualche piccolo argine mantenuto artificialmente.

L'area di Boscoforte è storicamente utilizzata per attività agricole e di acquacoltura. Negli anni '80 sono stati effettuati interventi di ripristino ambientale con la ricostruzione dell'ambiente di duna, nel tempo livellato per fini agricoli. Fino alla metà degli anni '90 era sede di attività di acquacoltura intensiva; la circolazione idraulica è basata su sifoni di presa a Reno e le acque escono nelle Valli di Comacchio o vengono pompate in Reno. Gli specchi lacustri all'interno della penisola sono d'acqua dolce o debolmente salmastra, le aree ai margini a contatto con le Valli aperte presentano caratteristiche di acqua salmastra.

Oltre alla vegetazione alofila tipica delle Valli di Comacchio, Boscoforte presenta, in conseguenza delle prese d'acqua dal Reno, anche vegetazione palustre di acqua dolce. Nei laghetti interni sono infatti presenti comunità di idrofite sommerse in acque salmastre, a diverse profondità, sono presenti sviluppati canneti di taglia elevata dominati da canna di palude mentre nelle aree più rilevate sono presenti arbusteti. Le zone centrali della penisola, altamente antropizzate, presentano fitocenosi eterogenee con aspetto di prateria a prevalenza di specie annuali a pregio naturalistico molto scarso.

Il sito è inserito all’interno del perimetro del Parco, come Zone B e Pre-Parco, vigente. L'intero comprensorio è vincolato ai sensi della L. 1497/1939 e della L. 431/1985, quindi sottoposto attualmente a vincolo dal D.L. 490/1999; è Oasi di Protezione della Fauna, fa parte della Zona Ramsar ed è parte del SIC-ZPS (IT4060002).

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