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Punte Alberete

 

Un po’ di storia
Il sito si trova circa 10 km a nord di Ravenna, lungo la SS 309 Romea che ne rappresenta il confine orientale (Coordinate Geografiche UTM: 44° 30' N; 12° 15' E). La struttura geologica delle zone umide ravennati ha avuto origine dal continuo e copioso apporto di detriti depositate dalle acque del Po e dei suoi affluenti nel corso di migliaia di anni, con il conseguente e progressivo spostamento verso Est della linea di costa del mare Adriatico. Il complesso di zone umide d’acqua dolce costituito da Punte Alberete e Valle Mandriole, assieme al limitrofo Bardello, rappresentano tutto ciò che è rimasto negli anni ’60 delle antiche valli bonificate per colmata naturale, che prima dell’inalveamento del fiume Lamone, si estendevano dal mare all’entroterra fino ad oltre l’abitato di Sant’Alberto. L'inizio della bonifica si può fare risalire al 1839, anno in cui ad Ammonite, il Lamone ruppe gli argini ed allagò con le sue acque di piena una vasta porzione di territorio a nord-ovest di Ravenna. Il governo di allora decise quindi di procedere a convogliare le acque in una grande cassa di colmata (circa 8000 ha). In questa estesa palude, per oltre un secolo, furono incanalate le acque di piena del fiume in attesa che depositassero i sedimenti trasportati, prima di permettere nuovamente l'uscita dell'acqua. Grazie ad un veloce interrimento delle zone umide, agli inizi degli 60 rimanevano solamente 570 ettari di palude.

L’ambiente
Punte Alberete si presenta come una foresta allagata di Salice, Frassino, Pioppo, Olmo, Farnia, Frangola, ed Ontano, inframmezzata, nelle bassure, da ampi specchi d’acqua all’interno dei quali predominano lamineti a Ninfea bianca e Salvinia, Tifeti e Fragmiteti, Saliceti, Cariceti, Cladieti e Giuncheti. Fra le rare piante palustri che vivono nella palude citiamo le fioriture più vistose: Orchidea, Iris giallo, Giunco fiorito, Salcerella, Campanellino e Ninfea bianca. Pesci, rettili (fra cui la testuggine palustre), anfibi (rane, rospi, tritoni), insetti, molluschi e rare specie di uccelli: la grande garzaia di Punte Alberete ospita Airone rosso, bianco e cinerino, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Ibis mignataio (simbolo dell’Oasi), Marangone minore e molti altri ancora. Importante la nidificazione della Moretta tabaccata

Per visitarla
Il sito è raggiungibile percorrendo la S.S. 309 Romea (km 9 – RA/FE), l’accesso al sentiero “3A” del Parco del Delta si trova in prossimità dell’ampio Parcheggio attraversando il Canale Fossatone grazie al ponticello. Il sentiero “1A” consente invece di raggiungere la torretta di osservazione di Valle della Canna dalla quale è possibile scorgere a trecentosessanta gradi il paesaggio palustre.

Tipologia vedi testo
Cartografia "
Estensione "
Comune "
Proprietà "
Gestione "

Vincoli
Il sito è incluso nella perimetrazione del Parco del Delta, ai sensi della L.R. 27/1988 e nella perimetrazione di cui al Piano Territoriale “Pineta di San Vitale e Pialasse di Ravenna” del 1991 (Zona A). L’area è sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi delle L 1497/39 ed agli indirizzi di cui alla L. 431/1985; attualmente è quindi sottoposta a vincolo dal D.L. 490/1999. Le zone umide sono entrambe incluse nella Zona Ramsar denominata "Punte Alberete e Valle Mandriole" (480 ha) istituita con D.M. 09/05/1977, pubblicato sulla GU n. 211del 03/08/1977. Il complesso è inoltre SIC=ZPS (IT4070001) denominato “Punte Alberete, Valle Mandriole” individuato ai sensi della DIR 92/43/CEE e della Dir. 79/409 CEE
 

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