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La Pineta di Classe

 

L’ambiente
Le pinete dell'area deltizia hanno origine artificiale, in quanto con lo sviluppo del Porto di Classe in epoca imperiale, i romani procedettero alla coltivazione di Pino marittimo (Pinus pinaster) e Pino domestico (Pinus pinea), il cui legno veniva sfruttato nell'industria navale.

Notizie circa la presenza di pinete nell'area ravennate si hanno fin dal secolo VI d.C., ma le attuali pinete sono molto più recenti, in quanto insediate su cordoni litoranei depositatisi dopo il XII secolo d.C. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente vennero cedute da Giustiniano all'Arcivescovo Agnello, iniziando così un lungo e prosperoso dominio monastico delle pinete.

Nei secoli hanno subito forti riduzioni, particolarmente drastiche dall'inizio di questo secolo.
La pineta di Classe rappresenta la porzione intermedia dei residui nuclei dell'antica foresta, che si estendeva ininterrotta dal fiume Reno fino a Cervia. Presenta un'estensione di circa 900 ettari ed è il secondo nucleo per estensione, dopo la pineta di San Vitale.
La pineta di Classe si trova attualmente in uno stadio di avanzata naturalità, data la forte presenza di querceti termofili dominati dal Leccio (Quercus ilex) o da Roverella (Quercus pubescens) e Farnia (Quercus robur), con Carpino bianco (Carpinus betulus) e Carpino orientale (Carpinus orientalis). Interessanti risultano anche i prati aridi delle radure(mesobrometi con influssi mediterranei) e le bassure allagate interne al bosco, con acque da debolmente salmastre a dolci.
Tra le specie vegetali si segnala, in particolare, la presenza di Lythrum hissopifolia.

Nel bosco è presente una rara specie di Chirottero forestale, il Vespertilio di Bechstein. Interessante è la presenza della Luscengola, entità olomediterranea, molto localizzata in regione; da rilevare, inoltre, la recente estinzione del locale popolamento di Testuggine terrestre di Hermann, causata dai continui prelievi di individui effettuati dal gran numero di frequentatori della foresta, nonché la probabile estinzione del Pelobate fosco, non più segnalato da quasi trent'anni. Interessante la presenza, recentemente riconfermata, dello Spinarello.

La fauna
Il patrimonio faunistico della pineta di Classe ha in gran parte perso nell'ultimo secolo le proprie caratteristiche salienti. Le cenosi animali tipiche dei boschi planiziali sono state profondamente alterate dall'intervento umano. Sono scomparse molte specie animali, alcune delle quali in tempi assai recenti: la Testuggine terrestre; quasi tutti i rapaci diurni (rimane ormai soltanto il Lodolaio, falco migratore che pertanto non risente, se non marginalmente, dell'attività venatoria); alcune altre specie di Uccelli tipiche degli ambienti forestali; tutti i grandi Mammiferi. Numerose sono anche le specie potenzialmente presenti, ma impossibilitate nella colonizzazione del sito da cause antropiche (Capriolo, Sparviere, Beccaccia, Colombaccio), e le specie mantenute con popolamenti molto al di sotto della capacità portante del bosco (Picchio rosso maggiore, Picchio verde).
Importante e tipico il popolamento di Ghiozzetto di laguna, endemismo delle acque salmastre delle lagune nord-adriatiche, presente nelle polle stagnanti della pineta.
Di grande importanza, qualora fosse confermata, l'eventuale presenza del rarissimo Rospo bruno di Cornalia, per il quale l'ultima segnalazione risale a circa 20 anni fa. Tale specie, localizzatissima in Italia, è limitata a pochissime aree della pianura Padana, dove è presente con una sottospecie endemica.
La componente avifaunistica è rappresentata da alcune specie di interesse come il Lodolaio, i rapaci notturni (Allocco, Assiolo, Civetta, Gufo comune), il Succiacapre, una discreta comunità di Passeriformi silvani con alcune specie tipicamente mediterranee.
La componente di maggiore importanza nel bosco è rappresentata tuttavia dai Chirotteri silvani, con alcune specie di grandissima importanza e assai localizzate a livello nazionale, come il Vespertilio di Bechstein e la Nottola gigante, sono inoltre presenti Pipistrello di Nathusius e Orecchione meridionale. Presenti infine un discreto popolamento di Puzzola e, di recente comparsa, l'Istrice.

Per visitarla
Nella Pineta di Classe si trova il parco pubblico "1 Maggio", attrezzato con aree per il fuoco e tavoli per pranzi all'aperto. Nel parco pubblico si trova la Casa delle Aie di Classe, che funge da edificio di servizio per il parco.
All'interno della Pineta di Classe si sviluppano due percorsi, entrambi tabellati dal Comune di Ravenna.

Il percorso naturalistico denominato "Le Querce di Dante" si sviluppa per circa quattro chilometri complessivi e può essere praticato sia a piedi che in bicicletta. Il percorso comincia dalla piazzola attrezzata alla sosta e come area ricreativa all'interno del Parco Primo Maggio, raggiungibile facilmente dalla S.S. 16 e dove è consentito parcheggiare mezzi motorizzati. Si svolge lungo una agevole carraia sterrata che attraversa il Fosso Ghiaia, ove nei pressi è presente un secondo parcheggio e continua nel cuore della Pineta stessa attraversandola longitudinalmente fino a raggiungere lo scolo Acquara. Da questo punto, proseguendo verso l'Ortazzo, prima di giungervi, si imbocca il tratto di carraia che chiude ad anello l'itinerario.
Tale tracciato consente una esauriente visione degli aspetti floristico-vegetazionali della Pineta, in larga parte a Pino domestico (Pinus pinea) e latifoglie insieme ad un ricco sottobosco che conferisce al bosco una pregevole connotazione naturale.
Un percorso ippoturistico, denominato "Equestre, percorso 3", è accessibile da via Sila, dal parcheggio situato nella parte più meridionale della Pineta, nei pressi del Torrente Bevano. Attualmente è riservato al solo passaggio dei cavalli e il transito è limitato e regolamentato dal Comune di Ravenna.

Fattori di minaccia, impatti antropici, interventi gestionali
Le attuali presenze faunistiche all'interno della pineta di Classe sono limitate dai numerosi impatti che agiscono su di essa.
Due sono i fattori che impediscono o limitano fortemente le presenze faunistiche. In primo luogo il bracconaggio e l'attività venatoria, concessa in quasi tutta l'estensione della pineta, hanno un impatto notevole per molti Uccelli (rapaci diurni e notturni, picchi, Beccaccia, Colombaccio) ed hanno avuto, in passato, ruolo primario nel determinare l'estinzione di parecchie specie (rapaci diurni, ungulati, Mustelidi). Inoltre, il disturbo antropico diffuso, causato dai numerosissimi frequentatori della pineta, il cui afflusso è concentrato proprio nel delicato periodo primaverile (raccoglitori di asparagi, funghi e tartufi; turisti domenicali). Anche per queste attività l'accesso è permesso in ogni ambito del bosco, senza alcuna limitazione spaziale.

Le regolamentazioni attualmente in essere per le attività antropiche nella pineta di Classe sono adeguate per una zona di pre-parco, tuttavia per una corretta tutela del vasto e prezioso ecosistema forestale occorre designare un ambito unitario e continuo da destinare alla conservazione, di almeno 1/4 rispetto alla superficie totale del bosco (circa 250 ettari), con limitazione e regolamentazione delle presenze, divieto di raccolta di prodotti del sottobosco e di esercitare l'attività venatoria. Tale ambito, per continuità con la limitrofa palude dell'Ortazzo, potrebbe essere quello ad esso prospiciente ed avrebbe il doppio effetto di proteggere una delle parti meglio conservate e con maggiore biodiversità della pineta e di fungere da importante zona di rispetto per la palude salmastra.
Nella migliore delle ipotesi, una ridotta porzione (50 ettari), al centro dell'ambito precedentemente individuato, potrebbe addirittura essere destinata alla tutela integrale, con divieto di accesso ed astensione dagli interventi gestionali, per studiare l'evoluzione naturale del bosco e trarre importanti informazioni per la gestione della restante parte della pineta di Classe.
Infine la gestione forestale, che in passato è stata svolta seguendo criteri non adeguati ad un'area naturale, con asportazione delle essenze morte o deperienti e contenimento del sottobosco, può avere danneggiato alcune specie di Uccelli (rapaci notturni, picchi, Passeriformi) e di Chirotteri forestali.
 

Tipologia Vedi testo
Cartografia  
Estensione 900 ha
Comune  
Proprietà Comune di Ravenna
Gestione  

Vincoli
Vincolo idrogeologico
Bellezza naturale (L. 1497/39)
Sito di Importanza Comunitaria (D.M. n. 65 del 3/3/00)

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