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Pineta San Vitale

 

Un po’ di storia
I primi riferimenti scritti circa la presenza di Pinete nell’area ravennate si hanno fin dal VI secolo d.C., ma le attuali pinete costiere sono molto più recenti, in quanto insediate su cordoni litoranei depositatisi dopo il XII secolo. Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente vennero cedute da Giustiniano all’Arcivescovo Agnello, iniziando così un lungo e prosperoso dominio monastico delle Pinete. A quell’epoca le Pinete raggiungevano la loro massima estensione: 6000, 7000 ettari; i monaci vi esercitavano dominio assoluto, consentendo alle popolazioni soltanto il diritto di pascolo e di legnatico, oltre alla caccia ed alla pesca. Nel 1797, con la soppressione degli ordini religiosi da parte dei Francesi, le pinete ravennati cominciarono a subire duri colpi. I beni di proprietà monastica vennero ceduti a privati che rapidamente misero a coltura agraria larghe aree boscate, interrompendo quella che era fino ad allora una continua fascia pinetata dal Fiume Reno fino a Cervia. Degli iniziali 6/7000 ettari di bosco, ne rimane attualmente un terzo, ripartito fra le Pinete di San Vitale, Classe e Cervia.

L’ambiente
La Pineta di San Vitale si presenta come un bosco misto dove accanto al predominante Pino domestico, dalla classica chioma ad ombrello, crescono Farnia, Pioppo, Frassino, Leccio insieme ad un ricco sottobosco. Oltre a molte specie di uccelli silvani fra le quali ad esempio si citano per interesse conservazionistico il Picchio rosso maggiore, il Picchio rosso minore, la Tordela, alcuni rapaci notturni (Assiolo, Allocco, Civetta e Gufo comune), numerosi Passeriformi e Chirotteri forestali, si rileva la presenza di un importante Garzaia, di Garzetta, Cavaliere d’Italia, legata prevalentemente alla bassura della Buca del Cavedone ed alla Bassa del Pirottolo, idoneo ambiente per l’alimentazione e la nidificazione. Nelle bassure si registra inoltre la presenza della Testuggine palustre (Emys orbicularis). Di rilievo, la Pineta di San Vitale ospita un importante popolamento di Puzzola.

Per visitarla
La Pineta di San Vitale presenta numerosi accessi, tutti pressoché ortogonali alla Statale Romea. Da qui si possono raggiungere i percorsi tabellati interni all’area boscata: 2 Casa Ponticelle/Pineta - Attraversa longitudinalmente tutta la Pineta di San Vitale da sud a nord fino al Taglio della Baiona, collegandosi ai percorsi 2a e 2b; 2a Cà Vecchia/Fossatone - Il percorso esistente, ad anello, parte dalla Cà Vecchia, attraversa la Pineta di San Vitale e la Bassa del Pirottolo fino a giungere alla Pialassa Baiona. L’anello individuato rappresenta il percorso più suggestivo di tutta la Pineta di San Vitale, consentendo l’osservazione e la visita di ambienti e paesaggi differenti; 2b Cà Nova anello - Questo percorso ad anello si svolge all’interno della Pineta, nei pressi della Cà Nova. Corre lungo il margine meridionale dello Scolo Via Cerba, fino a raggiungere la Pialassa delle Baiona, per poi rientrare in pineta e proseguire verso il parcheggio della Casa pinetale; 6 Percorso pinetale a cavallo - Questo percorso si addentra in Pineta attraversando le carraie principali e percorrendola in senso nord-sud da Casa Ponticelle fino al ponte sul Taglio della Baiona.

Tipologia vedi testo
Cartografia "
Estensione "
Comune "
Proprietà "
Gestione "

Vincoli
La Pineta di San Vitale è inserita nel perimetro del Parco del Delta del Po definito dalla L.R. 27/1988. Il Piano Territoriale di Stazione adottato con del. C.C. 279/23841 del 14/05/1991 classifica il sito come Zona "Pre-Parco“, ad eccezione di alcune aree limitrofe alla SS 309 (Zona C). La Pineta di San Vitale è inoltre vincolata ai sensi della Legge 431 del 08/08/1985 e della L. 1497/1939; è sottoposta quindi alle disposizioni di cui al D.L. 490/1999. L’area è inoltre sottoposta a vincolo idrogeologico R.D. 3267/23. E’ SIC=ZPS (IT4070003 – “Pineta di San Vitale e Bassa del Pirottolo”) ai sensi della DIR 79/409 CEE e della DIR 92/43/CEE.

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