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Pinete di Mesola

 

L’ambiente
Le Pinete Motte del Fondo (63.17.57 ha) e Ribaldesa (26.48.36 ha) si sviluppano a sud di Mesola e sono separate dalla strada statale 309 Romea. Sorgono su un complesso dunoso, denominato Motte del Fondo, formatosi attorno al X secolo d.C., il quale separò dal mare l’area della ex Valle Vallona (oggi bonificata). Queste formazioni boschive sono state impiantate dal 1936 al 1938 quando il Corpo Forestale provvide alla semina di pinoli in solchetti.
I Dossoni Nord e Sud sorgono su due paleodune ad oriente dell’abitato di Mesola e sono di più recente formazione. Sono posti a nord e a sud di Via Biverare e rappresentano il residuo boscato della parte centrale della tenuta estense. Via Biverare è, infatti, l’antico Stradone della Giovecca, che collegava il castello di Mesola alla parte opposta della tenuta, della quale rimane oggi il Bosco di S. Giustina (Mantovani e Pelleri 1991, Pagnoni 1998).

La flora
Le specie principali sono il pino domestico (Pinus pinea) e in misura minore il pino marittimo (Pinus pinaster). Le pinete del mesolano non vengono più sfruttate commercialmente per la produzione del legname, ma viene effettuata una silvicoltura naturalistica tesa alla valorizzazione ambientale. E’ presente rinnovamento naturale a pino, ma spesso i pini sono presenti con una copertura vegetale sufficientemente rada da permettere l’insediamento naturale di piantine di leccio, tanto che ampie porzioni di queste pinete si stanno gradualmente trasformando in leccete, la cui tipologia è riferibile a quella del Bosco della Mesola, aumentando il pregio naturalistico. In aree particolarmente elevate della Pineta Motte del Fondo e caratterizzate da una forte insolazione (sommità di dune con assenza di alberi) è presente una vegetazione erbacea con forte componente di muschi e licheni, molto rara e subendemica delle sabbie consolidate dell’Adriatico settentrionale. Per la descrizione di questa associazione vegetazionale (Tortulo-Scabiosetum gramuntietum) si rimanda alla scheda sul Bosco della Mesola (Corticelli 1991, Mantovani e Pelleri 1991, Pagnoni 1998, Pellizzari e Pagnoni 1998).

La fauna
Nelle pinete la fauna è piuttosto ricca, ma al tempo stesso presenta caratteristiche molto generiche con presenza di specie ubiquitarie tipiche dei boschi costieri dell’alto Adriatico. Sono comuni il rospo smeraldino (Bufo viridis) e rospo comune (Bufo bufo), la rana verde (Rana esculenta complex) e la rana rossa (Rana dalmatina), la testuggine (Testudo hermanni) e nelle acque la tartaruga d’acqua (Emys orbicularis), ma sono abbondanti anche il ramarro (Lacerta viridis),la lucertole campestre (Podarcis sicula) e la lucertola muraiola (Podarcis muralis), il biacco (Coluber virdiflavus) e il saettone (Elaphe longissima). Rara la vipera comune (Vipera aspis). Comuni sono gli uccelli ubiquitari come il fagiano (Phasianus colchicus), il merlo (Turdus merula), la capinera (Sylvia atricapilla), lo storno (Sturnus vulgaris), il cardellino (Carduelis carduelis), il fringuello (Fringilla coelebs), il verdone (Carduelis chloris), la cinciallegra (Parus major) e la cinciarella (Parus caeruleus), spesso avvistabili nelle zone di transizione tra i boschi e le coltivazioni. Colombacci (Columba palumbus) e colombelle (Columba oenas) sono molto comuni di passo autunnale e parzialmente svernanti; è facile vederli fare la spola tra le stoppie dove si alimentano e i boschi dove si riposano. Esclusivamente d’estate sono presenti il cuculo (Cuculus canorus), l’usignolo (Luscinia megarhynchos), l’upupa (Upupa epops) e il rigogolo (Oriolus oriolus), abbastanza comune è il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major). I corvidi sono comuni tutto l’anno, in particolare sono facilmente avvistabili la cornacchia grigia (Corvus coronae cornix), la gazza (Pica pica) e, più tipicamente all’interno dei boschi, la ghiandaia (Garrulus glandarius). Tra gli uccelli notturni è presente l’allocco (Strix aluco), il barbagianni (Tyto alba), il gufo comune (Asio otus) e la civetta (Athene noctua). I mammiferi Insettivori sono rappresentati dal topo ragno comune (Sorex araneus) e da quello acquatico (Neomys anomalus), dalla talpa (Talpa europaea) e dal riccio (Erinaceus europaeus). Tra i roditori sono presenti l’arvicola (Arvicola terrestris), il topo campagnolo (Apodemus sp.), il topo delle case (Mus musculus), il topolino delle risaie (Micromys minutus) ed i ratti (Rattus rattus e Rattus norvegicus). Tra i mustelidi sono presenti la donnola (Mustela nivalis) e la faina (Martes foina), (Mazzotti 1992, Mazzotti e Stagni 1993, Pagnoni 1998).

Per visitarle
Sentieri liberamente accessibili.

Tipologia Pinete
Cartografia CTR 1:25.000 - 187SE
Estensione Motte del Fondo 63.17.57 ha, Ribaldesa 26.48.36 ha
Comune Mesola
Proprietà Regione Emilia Romagna
Gestione Provincia di Ferrara

Vincoli
Vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. 3267 del 1923.
L’area è assoggettata quasi completamente (esclusa la porzione settentrionale) a Vincolo Paesistico ai sensi della L.1497/1939. Vincolo ambientale ai sensi della L. 431/1985. Queste ultime due disposizioni vengono abrogate dal D.L. 490/1999 attualmente vigente.
Le Pinete sono incluse nell’Oasi di protezione della fauna denominata “Pineta di Mesola” Delib.ne 299/10015 01/08/1979, che oltre all’area boschiva comprende alcuni terreni agricoli privati circostanti.
Il sito è incluso nella perimetrazione del Parco del Delta, ai sensi della L.R. 27/1988 e dei Piani della Stazione Volano-Mesola-Goro del 1991 e 1997 (Zona B.PIN).

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