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R.N. Po di Volano e litorale

 

L’ambiente
Il comprensorio comprende un insieme eterogeneo di ambienti molto diversi tra loro che vanno dall’ambiente di Pineta alla laguna salmastra, dall’incolto agli scanni sabbiosi e le spiagge di Lido di Volano.
Oltre lo Scannone, la spiaggia di Volano si incunea nella Sacca di Goro con un’ampia superficie, caratterizzata da modesto spessore idrico e coperta da puccinellieti e spartineti. La Pineta di Volano (169 ha) appartiene alla Riserva Naturale Statale denominata “Po di Volano”, è situata a SE della Foce del Volano e si estende verso S per 6 km tra l’abitato di Volano, il Lago delle Nazioni e il mare fino alla località “Bocca del Bianco”.

Tutta l’area è posta su cordoni dunosi di recente formazione, questi arenili in continuo movimento a causa del vento furono rimboschiti nel 1933-35, dal Corpo Forestale, con pino marittimo e domestico (Pinus pinaster e P. pinea) con la funzione di costituire una fascia frangivento. L’area è pervenuta alla Azienda di Stato per le Foreste Demaniali in due tempi: nel 1931, con atto di trasferimento di arenili da rimboschire dalla Amministrazione della Marina Mercantile per circa 146 ha, nel 1953, con l’acquisto di 23 ha di pineta da un privato.

Successivi rimboschimenti furono effettuati negli anni ponendo a dimora lungo le zone perimetrali esemplari di pino marittimo e pino domestico nelle zone più interne e riparate. Nel 1966, in conseguenza di una violenta mareggiata, le zone più depresse della Pineta furono invase dalle acque salse che causarono gravi danni al soprassuolo boschivo e la morte di molti alberi soprattutto di pino domestico (meno resistente), determinando una maggiore densità di pino marittimo. In seguito (date non conosciute) furono introdotte specie autoctone di leccio e farnia (Mantovani e Pelleri 1991).

La parte a nord della Pineta è costituita dalla vecchia foce del Po di Volano, da due lingue di sabbia (barene) ad orientamento SN, dette Scannone di Volano, che accompagnano la vecchia foce nel suo andamento verso la Sacca di Goro. Tutta l’area della vecchia foce e degli scanni è all’interno della Riserva Naturale Po di Volano, il Litorale del Lido di Volano antistante la pineta è zona C di Parco.

La flora
Nella Pineta di Volano le specie principali sono il pino marittimo (Pinus pinaster) e in misura minore il pino domestico (Pinus pinea). La pineta non viene più sfruttata commercialmente per la produzione del legname, ma viene effettuata una silvicoltura naturalistica tesa alla valorizzazione ambientale. È presente rinnovamento naturale a pino, ma spesso i pini sono presenti con una copertura vegetale sufficientemente rada da permettere l’insediamento naturale di piantine di leccio, tanto che ampie porzioni si stanno gradualmente trasformando in una vera e propria macchia a leccio, la cui tipologia è riferibile a quella del Bosco della Mesola, aumentando il pregio naturalistico.

Il Litorale di Volano è occupato in gran parte da sabbie prive di vegetazione sia per cause naturali sia per cause antropiche. Sopravvivono alcuni tratti di dune embrionali del retrospiaggia in cui è presente una vegetazione erbacea delle sabbie. Generalmente si tratta di comunità di specie perenni con aspetto di prateria (sint. Ammophiletalia arundinaceae) a Eryngium maritimum e Calystegia soldanella (pregio naturalistico medio). In alcuni punti molto ridotti si trovano raggruppamenti a maggior pregio naturalistico con comunità ad alto pregio naturalistico dominate da Agropyron junceum, Echinophora spinosa, Eryngium maritimum e Calystegia soldanella (Sint. Echinophora spinosae-Elymetum farcti) e da Ammophila littoralis associata a Echinophora spinosa (Sint. Echinophora spinosae-Ammophiletum arundinaceae).
Nella parte della lingua di sabbia del litorale di Volano che da verso la vecchia foce del Po di Volano è presente una vegetazione alofila e alotollerante a pregio naturalistico elevato, in massima parte costituita da praterie a Puccinellia palustris con poche specie associate tra cui Aster tripolium (Sint. Limonio narbonensis-Puccinellietum festuciformis). Nell’estremità verso la Sacca è una piccola prateria ad alto pregio naturalistico dominata da Spartina maritima (Sint. Limonio narbonensis-Spartinetum maritimae), una fitocenosi enemica dell’alto Adriatico, limitata nell’estensione e minacciata per regressione degli ambienti che predilige e la cui originalità è dovuta alla presenza di Spartina maritima che nell’area mediterranea compare solo in questa zona.
Lo Scannone di Volano, posto tra la vecchia e l’attuale foce del Po di Volano, presenta due piccole pinete identiche da un punto di vista vegetazionale a quella precedentemente descritta; anche qui il sottobosco sta evolvendo rapidamente in una macchia a leccio. Nella estremità N dello Scannone vi sono alcuni prati salsi a giunchi e graminacee (Sint. Juncetalia maritimi) in cui le specie più frequenti sono Juncus maritimus, Arthrocnemum fruticosum, Limonium serotinum, Halimione portulacoides, Elytrigia aterica. Tra lo Scannone e la nuova foce sono presenti canneti di taglia elevata dominati dalla facies salmastra di Phragmites australis.

Nelle acque aperte della vecchia foce la vegetazione è scarsa o assente, nelle zone più riparate si insedia una vegetazione sommersa tipica di acque salmastre a Ruppia cirrhosa e Ulvales.

La fauna
Nella Pineta di Volano la fauna è piuttosto ricca, ma al tempo stesso presenta caratteristiche molto generiche con presenza di specie ubiquitarie tipiche dei boschi costieri dell’alto Adriatico. Sono comuni il rospo smeraldino (Bufo viridis) e rospo comune (Bufo bufo), la rana verde (Rana esculenta complex) e la rana rossa (Rana dalmatina)., la testuggine (Testudo hermanni) e nelle acque la tartaruga d’acqua (Emys orbicularis), ma sono abbondanti anche il ramarro (Lacerta viridis),la lucertole campestre (Podarcis sicula) e la lucertola muraiola (Podarcis muralis), il biacco (Coluber virdiflavus) e il saettone (Elaphe longissima). Rara la vipera comune (Vipera aspis), (Mazzotti 1992, Mazzotti e Stagni 1993). Comuni sono gli uccelli ubiquitari come il fagiano (Phasianus colchicus), il merlo (Turdus merula), la capinera (Sylvia atricapilla), lo storno (Sturnus vulgaris), il cardellino (Carduelis carduelis), il fringuello (Fringilla coelebs), il verdone (Carduelis chloris), la cinciallegra (Parus major) e la cinciarella (Parus caeruleus), spesso avvistabili nelle zone di transizione tra i boschi e le coltivazioni. Colombacci (Columba palumbus) e colombelle (Columba oenas) sono molto comuni di passo autunnale e parzialmente svernanti; è facile vederli fare la spola tra le stoppie dove si alimentano e i boschi dove si riposano. Esclusivamente d’estate sono presenti il cuculo (Cuculus canorus), l’usignolo (Luscinia megarhynchos), l’upupa (Upupa epops) e il rigogolo (Oriolus oriolus), abbastanza comune è il picchio rosso maggiore (Dendrocopos major). I corvidi sono comuni tutto l’anno, in particolare sono facilmente avvistabili la cornacchia grigia (Corvus coronae cornix), la gazza (Pica pica) e, più tipicamente all’interno dei boschi, la ghiandaia (Garrulus glandarius). Tra gli uccelli notturni è presente l’allocco (Strix aluco), il barbagianni (Tyto alba), il gufo comune (Asio otus) e la civetta (Athene noctua). I mammiferi Insettivori sono rappresentati dal topo ragno comune (Sorex araneus) e da quello acquatico (Neomys anomalus), dalla talpa (Talpa europaea) e dal riccio (Erinaceus europaeus). Tra i roditori sono presenti l’arvicola (Arvicola terrestris), il topo campagnolo (Apodemus sp.), il topo delle case (Mus musculus), il topolino delle risaie (Micromys minutus) ed i ratti (Rattus rattus e Rattus norvegicus). Tra i mustelidi sono presenti la donnola (Mustela nivalis) e la faina (Martes foina), (IDROSER 1985).

Nei canneti, nei canali e negli specchi acquei si possono facilmente incontrare il migliarino di palude (Emberiza schoeniclus), il pendolino (Remiz pendolinus), il beccamoschino (Cisticola juncidis), l’usignolo di fiume (Cettia cetti) e, nel periodo estivo, il cannarecione (Acrocephalus arundinaceus) e la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus). Tra le anatre ricordiamo il comunissimo germano reale (Anas platyrhynchos), la folaga (Fulica atra), la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus) e l’alzavola (Anas crecca). Sono spesso presenti svassi maggiori (Podiceps cristatus), svassi piccoli (Podiceps nigricollis), tuffetti (Tachibaptus ruficollis), cormorani (Phalacrocorax carbo sinensis), garzette (Egretta garzetta), (Mantovani e Pelleri 1991). Nello Scannone di Volano nidificano spesso coppie di fratini (Charadrius alexandrinus), (Costa 1998, Mantovani e Pelleri 1991).

Per visitarli
Percorso pedonale e ciclabile all’interno della Pineta, con diverse deviazioni che portano al litorale e verso i prati umidi del Lago delle Nazioni. A nord della strada che congiunge l’abitato di Volano con il litorale, il sentiero prosegue nella pineta fino all’imbarcadero detto della “Madonnina”; da qui prosegue un’altro precorso circolare pedonale con altana lungo lo Scannone di Volano porta fino alla punta rivolta verso la Sacca di Goro e permette di avere una bella vista sulla Foce del Po di Volano, sulle Peschiere e sulla garzaia di airone rosso.

Tipologia Pinete e sistemi dunosi costieri
Cartografia CTR 1:25.000 - 187SE; 205 NE
Estensione Riserva Naturale 386 ha, Pineta di Volano 169 ha
Comune Comacchio, Codigoro
Proprietà Demaniale/ex ASFD
Gestione Demaniale/ex ASFD

Vincoli
Nella porzione settentrionale (foce del Po di Volano) è assoggettata a Vincolo Paesistico ai sensi della 1497/1939. Vincolo ambientale ai sensi della L. 431/1985 (attualmente sottoposte agli indirizzi di cui al D.L. 490/1999 attualmente vigente). Vincolo idrogeologico ai sensi del RD 3267 del 30/01/1923.
Riserva Naturale dello Stato denominata “Po di Volano”, istituita ai sensi del DM 13/07/1977 (G.U. n° 219 del 11/08/1977).
L’intero comprensorio è incluso in parte nell’Oasi di Protezione Faunistica denominata “Cannevié-Foce Volano” ed in parte nell’Oasi denominata “Lidi Ferraresi Nord”.
L’intero comprensorio individuato è incluso nella Zona Ramsar denominata “Valle Bertuzzi e specchi d’acqua limitrofi”, istituita con D.M. 13 luglio 1981 (G.U. n. 203 del 25/7/81).
Il sito è incluso nella perimetrazione del Parco del Delta ai sensi della L.R. 27/1988 e del Piano della Stazione Volano-Mesola-Goro del 1991 e 1997. Il Piano Territoriale del 1997 non appone alcuna zonizazione all’area individuata come RNS al contrario del Piano del 1991 che la classificava impropriamente come zona B. Per quanto concerne le aree litoranee esterne alla Riserva, il Piano del 1997 le classifica come Zona C (C.SPG.A2; C.SPG.A3), mentre il Piano precedente inserisce alcuni tratti costieri in zona B.
La Foce del Po di Volano è inclusa nella ZPS (IT4060016) denominata “Sacca di Goro, Valle Dindona, Foce del Po di Volano” ai sensi della DIR 79/409 CEE (4127 ha). Inclusa in SIC (IT4060005) denominato “Sacca di Goro, Po di Goro, Valle Dindona, Foce del Po di Volano”, individuato ai sensi della DIR 92/43/CEE (4387 ha).
Le aree meridionali della Riserva ed il litorale fanno parte invece del SIC (IT 4060007) denominato “Bosco di Volano”.

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