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Zone Umide


Il Parco Delta del Po ospita una varietà di habitat, ma fra tutti, le zone umide sono le più rappresentate. Il termine zone umide, ormai molto diffuso anche con la dizione inglese wetlands, viene utilizzato per descrivere aree non completamente, o solamente, acquatiche o terrestri. La ragione di fondo della loro importanza sta nella loro straordinaria produttività biologica.
In altri termini, queste aree di terreno allagato sono tra le zone del pianeta "più ricche di vita", quelle dove la vita si manifesta a ritmo più veloce e in quantità maggiore. La definizione di zona umida è stata spesso controversa, in quanto sotto questa denominazione ricadono comunque numerosi tipi di ecosistemi tra loro differenti ma accomunati dall'abbondanza dell'elemento acqua.
Le zone umide sono tra i pochi ecosistemi al mondo oggetto di un trattato internazionale di protezione, svoltosi a Ramsar, in Iran, nel 1971. In questa occasione è stata messa la convenzione internazionale ed anche la definizione formale di zone umide.
L'Italia l'ha adottata con il D.P.R. n.448 del 13 marzo 1976: "Ai sensi della presente convenzione si intendono per zone umide le paludi e gli acquitrini, le torbe oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra, o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri."

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