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Pesca

Le attività umane legate all’acquacoltura e alla pesca professionale nelle zone umide del Parco sono ammesse e favorite perchè hanno una grande importanza economica e occupazionale e sono, in alcuni casi attività a forte valenza storica e tradizionale.
Nel comprensorio deltizio sono inserite diverse tipologie di acque: si dicono Valli i bacini interni di acque dolci, salmastre o salate, la cui comunicazione con acque esterne (fiume o mare) è artificialmente emessa attraverso chiuse e/o idrovore. In questo senso ne sono tipicissimi esempi le Valli di Comacchio, le Casse di espansione di Campotto e Valle Mandriole.


Le lagune sono i bacini di acque dolci, salmastre o salate, la cui comunicazione con il mare è data da un’ampia apertura che permetta il flusso e riflusso delle maree, come ad esempio la Scca di Goro. Vi sono poi le Valli interne in libera comunicazione con il mare: sono quei bacini che risentono dell’influsso delle maree attraverso i canali (Valle Fattibello, le Piallasse della Baiona e del Piombone).
La pesca dunque, intesa come ogni azione tesa alla cattura di specie ittiche, si differenzia per tipologia: la pesca professionale, e con essa la raccolta di molluschi, e la pesca sportiva.
La pesca sportiva è un'attività normalmente concessa all'interno delle aree di parco e pre-parco, ad esclusione delle zone A e di particolari ambiti individuati dal Piano Territoriale e specificati dal Regolamento, nei quali le condizioni ambientali, la presenza di specie di particolare importanza conservazionistica o lo svolgimento di fasi delicate del ciclo biologico dei Pesci, inducano ad istituire divieti di pesca temporanei o permanenti.
In ogni ambito, comunque, l'attività alieutica deve essere attentamente regolamentata da parte dell'Ente di Gestione, allo scopo di garantire la conservazione della fauna ittica presente nell'Area Protetta, con particolare riferimento alle specie di importanza conservazionistica.
Nel Parco del Delta esiste anche l’acquacoltura che si connota diversamente dalla pesca normalmente intesa (che è una pratica di semplice raccolta di una risorsa naturale). La vallicoltura è quell’allevamento ittico tradizionale ed estensivo praticato da secoli nelle Valli del Delta del Po, in cui la cattura del pesce avviene sfruttando i movimenti migratori di massa all’uscita dei bacini interni. La raccolta del pesce viene effettuata, con una tipica struttura detta lavoriero, in aree limitrofe ai bacini di allevamento.
In attuazione al Capo X della L.R. 3/99 dal 1° gennaio 2000 le Province costiere dell’Emilia-Romagna sono state delegate all’esercizio delle funzioni amministrative di concessione, di liquidazione dei contributi e di controllo sulla destinazione degli stessi di cui alla L.R. 3/79 (acquisto imbarcazioni, attrezzature per imbarcazioni, impianti di trasformazione, commercializzazione e stoccaggio prodotti ittici, mezzi di trasporto, ecc.).

Criteri ed indirizzi per i programmi ittici provinciali
e per la disciplina dei “capanni” per la pesca sportiva
(formato PDF - 48Kb)

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