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EPAT - Acqua come patrimonio.

Introduzione

Il peso sempre più rilevante che i cambiamenti climatici rivestono nelle dinamiche ambientali, ma anche sociali ed economiche, del mondo contemporaneo, porta alla necessità di pensare ed elaborare nuove politiche per la gestione delle risorse naturali ed ambientali basate su un concetto di sviluppo sostenibile che parta dalla valorizzazione e dalla tutela dell’ambiente, dalla valorizzazione economica e sociale della realtà territoriale coinvolta e che sappia promuovere attività dinamiche di “autogenerazione” delle risorse.

Il Libro Bianco dell'U.E. sull'adattamento ai mutamenti climatici definisce una strategia finalizzata a rendere l'Unione Europea meno vulnerabile di fronte agli impatti dei cambiamenti stessi. Il quadro strategico definito si basa su quattro azioni principali:

  • costituire una solida base di conoscenze sull'impatto e sulle conseguenze dei cambiamenti climatici;
  • integrare l'aspetto dell'adattamento nelle principali politiche dell'UE;
  • utilizzare una combinazione di strumenti politico-strategici (tra cui strumenti di mercato e linee guida) per garantire il conseguimento efficace degli obiettivi;
  • accelerare la cooperazione internazionale.

L’adattamento è fondamentalmente locale, dato che gli impatti dei cambiamenti climatici variano da regione a regione, ma è altresì una sfida di ampia portata, in quanto la necessità di adattarsi ai cambiamenti climatici è condivisa dalla maggior parte dei processi naturali e delle attività umane.

La Direzione Generale “Azione per il clima” sta lavorando con altri servizi della Commissione Europea per individuare le misure qualitative concrete da mettere in atto, lavoro che porterà nel 2013 ad una strategia di adattamento climatico. Uno dei temi centrali della strategia è la politica in materia di acque che diviene argomento centrale e prioritario nei dibattiti prettamente ambientali, ma anche sociali, economici, urbanistici e culturali.

In questo senso, ed in coerenza con quanto previsto dalle linee politiche strategiche in corso di elaborazione a livello europeo, l’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po e la Facoltà di Architettura di Ferrara (Laboratorio Citer), si sono impegnati concretamente, già a partire dal 2010 (Seminario ….) attivando una serie di rapporti e collaborazioni accademiche con realtà europee che hanno portato alla candidatura di un Progetto Europeo “Programma Cultura 2007 – 2013” che ha visto la sua conclusione nel Seminario  tenutosi a Comacchio in data 18 aprile 2013.

Il progetto ha avuto lo scopo principale di approfondire, analizzare ed agire sul territorio definendo nuove politiche strategiche di intervento, elaborando progetti di riqualificazione e valorizzazione e perseguendo obbiettivi di sviluppo sostenibile prestando particolare attenzione alle nuove esigenze naturali, ambientali, paesaggistiche e climatiche. Il coinvolgimento di altre tre realtà territoriali europee (Coimbra, Braila e Lille), simili per caratteristiche fisico – ambientali al contesto comacchiese, ha rappresentato un valore aggiunto nell’elaborazione del progetto grazie al confronto e alla condivisione delle riflessioni, delle scelte e delle metodologie elaborate.

 

 

Progetto "Acqua come patrimonio"

Il Progetto “Acqua come patrimonio rappresenta, in questo senso, un’esperienza di riflessione teorica e progettuale e un’occasione di confronto internazionale, attraverso il lavoro in team promosso ed incentivato dal Programma Cultura 2007 – 2013, e di confronto col contesto ambientale, politico e culturale locale. L’obiettivo principale del Progetto è stata la riscoperta dell'importanza dei fiumi e dei paesaggi d'acqua in genere, all'interno delle strategie di rilancio economico, nonché di riqualificazione e valorizzazione, sia urbana che paesaggistica, del territorio costiero. Tale intento ha origine dalla considerazione dell'estrema ricchezza antropologica che tali ambiti, da sempre, hanno rivestito per la storia della civilizzazione umana, divenendo, quasi ovunque, elementi strutturanti i territori, nonché condizioni fondanti di molti degli assetti economici e sociali, delle popolazioni insediate.

L'ambito scelto per “ragionare di futuro” nei territori costieri è locale, collocato entro il territorio comunale di Comacchio, un caso studio di estremo interesse essendo un paesaggio da sempre conformato, trasformato dai sistemi di controllo, regimentazione e sfruttamento delle acque. Solamente a partire dal secondo dopoguerra tale stretta simbiosi fra antropizzazione e sistema delle acque è andata progressivamente riducendosi, con effetti negativi sugli attuali assetti territoriali. Il passato ha però lasciato numerose testimonianze, alcune divenute, oggigiorno, patrimonio storico e museale, altre tuttora “in uso”, che consentono, se adeguatamente valorizzate, di ripercorrere la genesi e le modificazioni di tale territorio.

La ricchezza antropologica dell’area costituisce una potenzialità di primissima importanza in quanto l’acqua, e i valori ambientali, paesaggistici e culturali di cui si fa portavoce, costituiscono:

       Elemento strutturante per il territorio;

       Condizione fondante per economia e società locale.

Gli obbiettivi del Progetto mirano a proporre un cambio sostanziale di direzione in materia di scelte pianificatorie, riscoprendo l’importanza dei fiumi e dei percorsi d’acqua nelle strategie di rilancio economico e nei processi di riqualificazione e valorizzazione urbana e paesaggistica del territorio costiero.

L'acqua, in questo senso, viene intesa quale “nuovo standard urbanistico”, dotata cioè di un proprio grado di obbligatorietà in ogni scelta che comporti una trasformazione del territorio. Un'acqua in grado di declinarsi al plurale, al pari di altre dotazioni urbanistiche, assumendo, a seconda dei casi, uno o più fra seguenti status: spazio pubblico, infrastruttura per la mobilità, meccanismo per il controllo idrico, ambito produttivo, elemento di valore ambientale, nodo ecologico, componente del paesaggio, ecc.

L’acqua, nei suoi significati plurimi, diviene elemento ed occasione di riflessione sulla necessità di definire un nuovo approccio e un nuova metodo di interpretazione del territorio, inteso nel suo insieme (territorio naturale, rurale e urbanizzato) e, conseguentemente, sulla necessità di immaginare nuove proposte, nuove forme e nuove strade per lo sviluppo del nostro territorio, interrompendo il processo di consumo di suolo, troppo spesso causa di consumo di valore e di identità, e concentrando le nuove e future politiche di sviluppo a favore del riconoscimento e della valorizzazione del patrimonio esistente.

Il Progetto “Acqua come patrimonio” propone quindi il ritorno ad un uso sapiente del sistema delle acque quale possibile alternativa (o contributo) alle attuali pratiche urbanistiche, che hanno dimostrato la propria incapacità di poter governare, con efficacia ed efficienza, un territorio estremamente complesso e contraddittorio, quale appare il territorio comacchiese. Le lagune rappresentano ambienti altamente produttivi dal punto di vista biologico e quindi è di rilevante importanza preservare la funzionalità ecosistemica, ma è divenuto necessario considerare la laguna, oltre che uno spazio naturale, un luogo depositario di testimonianze di una convivenza possibile e felice tra natura e cultura includendo tra le testimonianze da "tutelare" l'attività umana.

In questo senso, nel rispetto dei valori identitari e patrimoniali di cui il territorio si fa portavoce, attraverso il confronto sempre aperto con la realtà locale ed internazionale, è necessario oggi ragionare di nuovi paesaggi di qualità. Le tematiche relative all’acqua, oltre ad implicazioni economico – politiche e sociali di vasta portata, aprono sfide ricche di tensione ad alto contenuto progettuale. Esperienze puntuali, inserite però all’interno di scenari strategici di scala territoriale, devono delineare nuove metodologie e modelli di sviluppo integrato in cui il paesaggio diventi “soggetto” in grado di tutelare e rigenerare le risorse prendendo le distanze dal ruolo finora assunto di mero contesto.

 

 

Attività svolte

Il progetto si è svolto nell’arco di 24 mesi, concludendosi con il Seminario “Acqua come Patrimonio” svoltosi a Comacchio in data 18 aprile 2013.

Le attività che hanno portato all’approfondimento del tema oggetto del Programma e conseguentemente alla elaborazione dei progetti di valorizzazione dei quattro casi studio e mostrati nell’esposizione organizzata presso la Manifattura dei Marinati sono state svariate ed articolate.

1)      Seminario d’apertura a Braila in Romania.

2)      Laboratorio di progettazione del gruppo italiano - fase diagnostica.

3)      Colloquio di approfondimento, svoltosi presso la città di Coimbra in Portogallo.

4)      Organizzazione del Laboratorio di progettazione.

5)      Workshop di progettazione, svoltosi presso al città di Lille in Francia.

6)      Seminario internazionale conclusivo “Acqua come Patrimonio”, Comacchio.

  

Attività complementari

Comacchio

Durante la durata del Programma (24 mesi) il Progetto “Acqua come Patrimonio” si è inserito all’interno di altri progetti/eventi/iniziative inerenti il tema della valorizzazione paesaggistica in termini territoriali, sociali, economici.

  1. Illustrazione del Progetto Cultura nella presentazione“DELTA DEL PO, WATER AS HERITAGE” durante il Convegno Internazionale “ITALY-CINA: AN ANCIENT CULTURAL HERITAGE AND THE CHALLANGE FOR FUTURE DEVELOPMENT”. CNR - Università di Bologna - Dipartimento di Storia e Culture Umane (Comitato Scientifico: Adriana Galvani, Franco Marabini, Mario Fumagalli, Federico Brunelli, Riccardo Pirazzoli,  Lucilla Previati, Anna Luciani, Alessandra Maccioni).
     
  2. Recepimento, all’interno del Masterplan elaborato per l’approfondimento del caso studio di Comacchio, degli esiti del progetto “RIPENSANDO IL QUARTIERE RAIBOSOLA - Un percorso partecipato per un progetto di rigenerazione urbananel Comune di Comacchio”, condotto dal gruppo di Ricerca Living Urban Scape: Milena De Matteis, Alessandra Marin, Stefano Munarin, Daniele Carfagna, Igor Ciuffarin, Barbara Del Brocco, Claudia Faraone, Valeria Leoni, Elisa Polo, Ianira Vassallo, Miriam Verzola.

 

 


Esiti del progetto e ricadute sul territorio

Comacchio

Il Progetto “Acqua come Patrimonio” si è concluso con il seminario internazionale organizzato a Comacchio in data 18 aprile 2013 presso la Manifattura dei Marinati. L’evento ha rappresentato un momento di condivisione dei risultati progettuali ma soprattutto culturali raggiunti grazie all’esperienza del Progetto Cultura.

Gli interventi previsti nella giornata conclusiva hanno affrontato da un lato le tematiche tecnico progettuali alla base di ogni lavoro: sono stati illustrati infatti gli esiti dei diversi laboratori di progettazione impegnati, (nel corso dei due anni del Programma) sulle 4 aree studio: Coimbra, Lille, Braila e Comacchio, evidenziando, per ogni esperienza, le diverse fasi del lavoro e soprattutto le scelte urbanistiche e territoriali che hanno portato alla definizione delle strategie di sviluppo e valorizzazione delle aree. Dall’altro lato, durante la fase di organizzazione vera e propria della giornata, si è voluta cogliere l’occasione per approfondire ed articolare ulteriormente il dibattito e la discussione sul tema centrale del Progetto e della giornata “Acqua come Patrimonio”, invitando diverse professionisti e personalità legati alla amministrazione locale, provinciale e regionale che operano, gestiscono e vivono del territorio Comacchiese. Sono intervenuti  il Sindaco di Comacchio, l’Assessore Provinciale, il Presidente dell’Ente, e poi ancora il Dirigente del Settore Pianificazione della Regione Emilia Romagna e, nel pomeriggio, il Presidente Regionale di Legambiente.

Le riflessioni ed il dibattito avviato hanno fatto emergere con forza il ruolo fondamentale dell’acqua, ribadendone l’importanza non solo in termini di risorsa naturale, ma anche in termini di risorsa strutturante il territorio. L’acqua, nei suoi significati plurimi, diviene elemento ed occasione di riflessione sulla necessità di definire un nuovo approccio e un nuova metodo di interpretazione del territorio, inteso nel suo insieme (territorio naturale, rurale e urbanizzato) e, conseguentemente, la necessità di immaginare nuove proposte, nuove forme e nuove strade per lo sviluppo del nostro territorio, interrompendo il processo di consumo di suolo, troppo spesso causa di consumo di valore e identità, e concentrando le nuove e future politiche di sviluppo a favore del riconoscimento e della valorizzazione del patrimonio esistente. Acqua come patrimonio!

Gli esiti progettuali e concettuali emersi grazie al Programma Cultura, illustrati nel corso del semiario ed esposti nella mostra inaugurata lo stesso  giorno, possono rappresentare un importante punto di  partenza, di confronto e di riflessione per il territorio comacchiese, in un momento estremamente importante e delicato per il suo futuro.

L’elaborazione del nuovo piano urbanistico, in un periodo storico, sociale ed economico così complicato, rappresenta infatti, per il nostro paese, un’occasione importantissima, una sfida ma soprattutto un’opportunità da cogliere per poter ripensare allo sviluppo sostenibile di un territorio, fatto di acqua, di cultura, di paesaggio, di tradizione, un territorio ricco di patrimoni diversi, per troppo tempo mal gestiti perché non capiti.

Oggi l’acqua, intendendola nei suo più svariati significati, può e deve diventare l’elemento strutturante del territorio, deve guidare le scelte in modo da garantire da un lato la tutela dei valori storico testimoniali, ambientali e paesaggistici di un sistema naturale tra i più interessanti d’Italia, e non solo, dall’altra per orientare le politiche di sviluppo urbano e di sviluppo economico.

In questo senso il Progetto “Acqua come patrimonio” ha rappresentato una importante occasione ed ha contribuito in termini di riflessione culturale e di suggestione progettuale. L’obbiettivo alla base infatti è stato quello di fornire un contributo fattivo alla riscoperta dell’importanza dei fiumi e dei paesaggi d’acqua all’interno delle strategie di rilancio, anche turistico ed economico, nonché di riqualificazione e valorizzazione, sia urbana che paesaggistica, del territorio. Tale intento origina dalla considerazione dell’estrema ricchezza antropologica che tali ambiti hanno, da sempre, rivestito per la storia della civilizzazione umana, divenendo, quasi ovunque, elementi strutturanti i territori, nonché condizioni fondanti di molti degli assetti, economici e sociali, delle popolazioni insediate.

Il Progetto “Acqua come patrimonio” assume il sistema delle acque quale “materiale di progetto”, in grado di tornare ad assumere il ruolo di ossatura portante e strutturante entro il palinsesto territoriale, al fine di fornire nuova struttura, nuovo ordine e rinnovato valore al paesaggio locale, contribuendo, al contempo, a ridurre o sanare i suindicati problemi, di cui soffre tale contesto.

“Acqua come patrimonio”, riassunti nella tavola di masterplan, si pongono quindi quale insieme di “buone pratiche”, in materia di pianificazione urbanistica e territoriale, che, anche attraverso alcune prefigurazioni progettuali, fornite quali plausibili soluzioni a particolari nodi problematici, mirano a proporre un cambio sostanziale di direzione, in materia di scelte pianificatorie, riassumibile nella necessità di ripartire dall’elemento fondamentale del territorio locale: l’acqua, intesa quale “nuovo standard urbanistico”, dotata, cioè, di un proprio grado di obbligatorietà in ogni scelta che comporti una trasformazione del territorio.

 

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