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C. Gestione saltuaria.

Prevede il dragaggio dei canali sub-lagunari di “Cassa Vallesanta” e il ripristino della funzionalità idraulica dei manufatti di servizio per evitare fenomeni di anossia e conseguenti morie di pesci; l’abbattimento di pioppeto colturale e il sovralzo dell’arginatura per il contenimento materiali provenienti dal dragaggio dei canali lagunari di “Valle Santa”; la raccolta di materiale vegetale e la realizzazione di un vivaio volante, per la realizzazione degli interventi sugli habitat che prevedono l’introduzione di specie autoctone della vegetazione potenziale naturale, utilizzando materiale vegetale prodotto ed allevato appositamente in loco, in riferimento alle minacce n. 1, 2 e 3.

Si procederà col ripristino dell’habitat Brometalia erecti in riferimento alla minaccia n. 1 e 2, per ricostituire un habitat di interesse comunitario presente solamente sulle scarpate arginali esterne di Valle Santa ed in sinistra idrografica del Torrente Sillaro, e la realizzazione di interventi selvicolturali, per migliorare strutturalmente, arricchire floristicamente e ridurre la presenza delle specie vegetali alloctone degli habitat boschivi di interesse comunitario presenti nel sito, con conseguente aumento delle popolazioni di Odonati e di Coleotteri di interesse comunitario.

Diversificazione morfologica, cronologica e strutturale della vegetazione elofitica, per creare un ambiente particolarmente idoneo all’alimentazione di specie legate a tale vegetazione. Realizzazione di boschetti planiziali protetti da zone umide, per creare un ambiente particolarmente idoneo all’ecologia di specie come Nycticorax nycticorax, Ardeola ralloides, Egretta alba, Egretta garzetta.

Realizzazione di siepi alberate per la schermatura di percorsi ciclo-pedonali per limitare il disturbo arrecato all’avifauna dai visitatori, in riferimento alla minaccia n. 8. Inoltre sarà di utile supporto all’alimentazione e alla nidificazione dell’avifauna (in special modo per Lanius collurio, Lanius minor, Emberiza hortulana) e dei micromammiferi presenti in queste aree grazie all’inserimento, tra le specie arbustive, di piante con frutti edibili.

Realizzazione di strutture per la fruizione e l’educazione ambientale (torretta di avvistamento, passerella pedonale, ponticello, scalinata rustica, schermatura laterale dei capanni di osservazione esistenti), per facilitare l’osservazione della fauna, soprattutto degli uccelli, e limitare al massimo il disturbo arrecato dai visitatori alla fauna.

Azione C.1: Dragaggio dei canali sub-lagunari di “Cassa Vallesanta”.

Azione C.2: Abbattimento di pioppeto colturale e sovralzo dell’arginatura per il contenimento materiali provenienti dal dragaggio dei canali lagunari di “Valle Santa”.

Azione C.3: Ripristino funzionalità idraulica manufatti di servizio.

Azione C.4: Raccolta di materiale vegetale e realizzazione di un vivaio volante.

Azione C.5: Ripristino dell’habitat Brometalia erecti.

Azione C.6: Realizzazione di interventi selvicolturali.

Azione C.7: Diversificazione morfologica, cronologica e strutturale della vegetazione elofitica.

Azione C.8: Realizzazione di boschetti planiziali protetti da zone umide.

Azione C.9: Realizzazione di siepi alberate.

Azione C.10: Realizzazione di strutture per la fruizione e l’educazione ambientale.

 

AZIONE C.1
Nome dell'azione: Dragaggio dei canali sub-lagunari di “Cassa Vallesanta” .

Descrizione (Cosa, come e dove): Dragaggio di canali sub lagunari per una lunghezza complessiva di m 7.930 con asportazione di circa mc 88.000 di melma da depositare in siti appositamente approntati. La rete di canali in oggetto è più dettagliatamente costituita da un canale principale il cui sviluppo si svolge parallelamente al canale di bonifica “Emissario” per una lunghezza di metri 3.200, da un canale circondariale di metri 1.400 che si interseca perpendicolarmente al primo e da vari tratti di canali sub-lagunari di più modeste dimensioni per una lunghezza approssimativa di metri 3.100. Per tale azione sarà utilizzata una draga a refluizione con scarico del refluo fino ad una massima distanza baricentrica di 500 metri dalla zona di scavo. Per l’esecuzione di tale intervento sarà necessario mantenere un adeguato livello idrico nella valle al fine di ottimizzare le fasi lavorative ed il galleggiamento della draga. È previsto anche il ripopolamento con idrofite (quali Trapa natans, Stratiotes aloides, Hottonia palustris) nelle aree limitrofe ai canali sub-lagunari escavati.

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): È indispensabile intervenire con il dragaggio dei canali poiché negli ultimi anni la qualità delle acque ha fortemente compromesso l’ambiente acquatico di Valle Santa con ripetuti fenomeni di anossia e conseguenti morie di pesci (cfr. minaccia n. 4). I canali sub-lagunari sono allo stato attuale quasi inesistenti essendo totalmente interriti, come si è potuto rilevare da alcuni sondaggi-campione (batimetrie) effettuati durante l’estate 2000.

 

AZIONE C.2
Nome dell'azione: Abbattimento di pioppeto colturale e sovralzo dell’arginatura per il contenimento materiali provenienti dal dragaggio dei canali lagunari di “Valle Santa”.

Descrizione (Cosa, come e dove): il materiale scavato verrà depositato lungo l’arginatura esistente in sinistra canale Emissario. Pertanto il pioppeto colturale attualmente esistente dovrà essere abbattuto su una superficie di circa 2,1 ha. Inoltre si prevede di sopraelevare l’argine di circa 50 centimetri, per una lunghezza complessiva di 2.100 m, mantenendo la stessa pendenza delle scarpate presenti, allargandone la sezione di circa 2 metri esclusivamente dalla parte interna, evitando in tale modo l’innesco di eventuali movimenti franosi di sponda all’interno del canale.

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): esclusivamente per il deposito del materiale derivante dal dragaggio dei canali lagunari, in riferimento alla minaccia n. 4.

 

AZIONE C.3
Nome dell'azione: Ripristino funzionalità idraulica manufatti di servizio.

Descrizione (Cosa, come e dove): il manufatto in oggetto è rappresentato da una chiavica denominata “Chiavica Garda Alto”, costituita da quattro cunicoli e da altrettante paratoie metalliche, la cui funzione è quella di scolmare le acque di piena del canale di bonifica denominato Garda Alto nella vasca di scarico dell’idrovora Valle Santa.

Le murature interne ai cunicoli in pietrame ed il frontone di uscita in pietrame e c.l.s. presentano lesioni sia di superficie sia di profondità con il distacco in alcune parti della stessa muratura di mattoni. Un approfondito sopralluogo preventivo ha evidenziato la necessità prioritaria di ripristinare la funzionalità delle paratoie esterne e di eseguire una accurata ispezione dei cunicoli per stabilire gli interventi da effettuarsi successivamente.

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): gli interventi sopra descritti si rendono necessari per mantenere in piena funzionalità un manufatto indispensabile per una regolazione idraulica della Valle Santa e quindi per garantire la corretta circolazione delle acque e ridurre i fenomeni di anossia di cui alla minaccia n. 4. La chiavica “Garda Alto” attualmente non è più utilizzata nella gestione idraulica dal Consorzio della Bonifica Renana perché sono state fatte modifiche nella gestione delle acque di piena. Questa chiavica è ora utilizzata solo in via eccezionale nel periodo estivo e nemmeno tutti gli anni per mantenere un livello idrico idoneo ai fini ambientali in Cassa Vallesanta prendendo acqua di buona qualità dal Canale Garda derivante dal Canale Emiliano Romagnolo (CER - acqua per uso irriguo). Il Consorzio di Bonifica Renana non ha fatto in questi anni manutenzione poiché la chiavica non ha rilevanza idraulica rispetto ai ruoli istituzionali del Consorzio di Bonifica stesso e quindi non rientra tra le sue priorità.

 

AZIONE C.4
Nome dell'azione: Raccolta di materiale vegetale e realizzazione di un vivaio volante.

Descrizione (Cosa, come e dove): scelta delle specie da allevare, individuazione delle piante o gruppi di piante “portaseme”, raccolta di materiale vegetale (seme di specie erbacee, arboree ed arbustive, selvaggioni, talee ed astoni di specie forestali, rizomi o parti di rizomi di elofite ed idrofite) da genotipi sicuramente autoctoni presenti nel sito ed in siti limitrofi e successivo allevamento in un vivaio volante da realizzare nei terreni di proprietà del Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po a sud di Pieve S. Giorgio.. Per quanto riguarda le idrofite da reintrodurre, quali ad esempio Marsilea quadrifolia, Trapa natans, Stratiotes aloides, Hottonia palustris, Hippuris vulgaris, alcuni esemplari dei quali sono conservati nell’Orto Botanico dell’Università di Ferrara, la reintroduzione dovrà essere preceduta da un’attenta analisi dei fattori che hanno provocato l’estinzione di tali specie nel sito a garanzia che tali fattori siano effettivamente scomparsi.

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): per la realizzazione degli interventi sugli habitat che prevedono l’introduzione di specie autoctone della vegetazione potenziale naturale utilizzando materiale vegetale prodotto ed allevato appositamente in loco, in riferimento alle minacce n. 1, 2 e 3.

 

AZIONE C.5
Nome dell'azione: Ripristino dell’habitat Brometalia erecti.

Descrizione (Cosa, come e dove): ripristino dell’habitat Brometalia erecti nelle scarpate in destra e sinistra idraulica degli argini del torrente Idice nel tratto prospiciente il Bosco del Traversante. L’intervento comprende, il riporto di un congruo strato di terreno a granulometria prevalentemente franco-sabbiosa e la semina di un miscuglio di specie erbacee appartenenti all’ordine Brometalia erecti quali Bromus erectus, Galium verum, Euphorbia cyparissias, Salvia pratensis.

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): tale azione si rende necessaria in riferimento alla minaccia n. 1 per ricostituire un habitat di interesse comunitario presente solamente sulle scarpate arginali esterne di Valle Santa ed in sinistra idrografica del Torrente Sillaro.

 

AZIONE C.6
Nome dell'azione: Realizzazione di interventi selvicolturali.

Descrizione (Cosa, come e dove): l’attuale struttura dei boschi ripariali a salice bianco e del Bosco del Traversante presuppone l’esecuzione di interventi di miglioramento boschivo. Nel primo caso si tratta di un intervento di manutenzione idraulica ecocompatibile in riferimento alla “Direttiva concernente criteri progettuali per l’attuazione degli interventi in materia di difesa del suolo nel territorio della regione Emilia Romagna” ed alle “Norme di indirizzo per la gestione e manutenzione dei corsi d’acqua nei tratti arginati del bacino del Reno”. Nel secondo caso gli interventi consisteranno in tagli a piccole buche con eliminazione solo parziale degli esemplari di olmo campestre morti in piedi, rilascio di necromassa in piedi e a terra (utile per Cerambicidi e Chirotteri di interesse conservazionistico) e successivo rinfoltimento con specie arboree ed arbustive autoctone ovvero creazione di radure o di pozze temporanee, molto utili per la conservazione di specie di Odonati di interesse comunitario. Sono previsti inoltre interventi di capitozzatura di vecchi esemplari isolati di salice bianco lungo gli argini delle casse d’espansione per favorire la popolazione locale di Osmoderma eremita, coleottero di importanza prioritaria. Per quanto riguarda il contenimento delle specie vegetali alloctone sono previsti interventi di cercinatura e successivo abbattimento di esemplari di Acer negundo, Robinia pseudacacia, ecc. in aree sperimentali all’interno dei boschi ripariali e del Traversante.

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): tale azione si rende necessaria in riferimento alle minacce n. 1, 2 e 3 per migliorare strutturalmente, arricchire floristicamente e ridurre la presenza delle specie vegetali alloctone degli habitat boschivi di interesse comunitario presenti nel sito.

 

AZIONE C.7
Nome dell'azione: Diversificazione morfologica, cronologica e strutturale della vegetazione elofitica.

Descrizione (Cosa, come e dove): L’attuale carenza o assenza di diversificazione della vegetazione elofitica in Valle Santa presuppone di intervenire con la costituzione di 8 chiari con profondità inferiore a cm 30-50 di m2 5.000 circondati da fasce di vegetazione elofitica emergente e ricche di vegetazione idrofitica, nonché con la costruzione di 4 isolotti di m2 50 da distribuire all’interno dei chiari. Le modalità di intervento presuppongono il prosciugamento il più possibile completo di Valle Santa nel periodo autunno-invernale; l’approfondimento dei chiari con asportazione del sedimento soprattutto nella parte centrale; la costruzione di 4 isolotti fissi; la riduzione della vegetazione ad elofite della zona meridionale per ridurne la compattezza eccessiva; il ripopolamento con idrofite (quali Marsilea quadrifolia, Trapa natans, Stratiotes aloides, Hottonia palustris) nei chiari approfonditi; il riallagamento della valle. Gli interventi previsti dall’azione C7 verranno realizzati esclusivamente nelle zone di canneto non interessate dalla nidificazione del tarabuso. Queste ultime verranno mantenute nello stato attuale e cioè a densità molto elevata.

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): tale azione si rende necessaria in riferimento alla minaccia n. 7 per creare un ambiente particolarmente idoneo all’alimentazione di specie come Botaurus stellaris, Aythya nyroca, Ixobrychus minutus, Ardea purpurea, Porzana sp pl., ed alla nidificazione di Himantopus himantopus, Recurvirostra avosetta, Gelochelidon nilotica, Sterna hirundo.

 

AZIONE C.8
Nome dell'azione: Realizzazione di boschetti planiziali protetti da zone umide.

Descrizione (Cosa, come e dove): Rinaturazione di parte dei terreni agricoli acquistati recentemente dal Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po, a sud di Pieve S. Giorgio, su una superficie di circa 2 ettari da destinare alla costituzione di boschetti di specie igrofile planiziali. I rimboschimenti non verranno eseguiti su superfici continue e regolari ma a macchie di circa 3.500-5.000 m2 di superficie, a contorno irregolare, intervallate da zone umide e da macchie arbustive (Salicetum cinereae).

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): tale azione si rende necessaria in riferimento alla minaccia n. 1 per creare un ambiente particolarmente idoneo all’ecologia di specie come Nycticorax nycticorax, Ardeola ralloides, Egretta alba, Egretta garzetta.

 

AZIONE C.9
Nome dell'azione: Realizzazione di siepi alberate.

Descrizione (Cosa, come e dove): Si metteranno a dimora due file di piantine lungo la sottobanca dell'argine del prato umido di Valle Santa nel tratto che congiunge la torre di osservazione alla strada comunale di accesso “Vallesanta” dopo le necessarie lavorazioni del terreno. Tale siepe avrà una lunghezza di 700 m. Un filare sarà costituito solo da specie arbustive mentre il secondo filare sarà costituito da specie arbustive intercalate da specie arboree. Saranno messe a dimora solo specie autoctone di due-tre anni di età, provenienti dal vivaio volante, per facilitarne l’attecchimento. Verrà eseguita la manutenzione di tale impianto per i due anni successivi con la sostituzione delle piante morte e con idonee lavorazioni del terreno. La siepe sarà irrigata con autobotte nei periodi più secchi. Una seconda siepe costeggerà il percorso pedo-ciclabile che fiancheggia il prato umido del Traversante alto per una lunghezza di 800 m.

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): Tale intervento è necessario per limitare il disturbo arrecato all’avifauna dai visitatori, in riferimento alla minaccia n. 8. Inoltre sarà di utile supporto all’alimentazione e alla nidificazione dell’avifauna (in special modo per Lanius collurio, Lanius minor, Emberiza hortulana) e dei micromammiferi presenti in queste aree grazie all’inserimento, tra le specie arbustive, di piante con frutti edibili.

 

AZIONE C.10
Nome dell'azione: Realizzazione di strutture per la fruizione e l’educazione ambientale.

Descrizione (Cosa, come e dove): realizzazione di torretta di avvistamento in legno dell’altezza complessiva di metri 7 e piano di osservazione a metri 3,65 da realizzarsi con materiale ligneo idoneo e trattato in autoclave, fissato al suolo con apposite staffe collegate ad uno zoccolo di fondazione in cemento armato da farsi in opera. La struttura, dotata di adeguata copertura impermeabile, verrà schermata sui tre lati adibiti all’avvistamento da un cannucciato con feritoie a varia altezza. Il punto individuato per la realizzazione del manufatto si trova fra i prati umidi del Traversante Alto e Basso, ai margini del bosco del Traversante. Realizzazione di breve passerella pedonale in materiale ligneo per facilitare l’accesso al prato umido del Traversante Alto da parte delle scolaresche durante le visite guidate di educazione ambientale. Realizzazione di ponticello attraverso lo scolo Saiarino Nuovo con struttura lignea atta a garantire il passaggio esclusivamente pedonale. Realizzazione di scalinata rustica con alzata in traversine ferroviarie e pedata in terra, lungo la scarpata esterna dell’argine di Valle Campotto, in prossimità del prato umido del Traversante Alto, per facilitare la discesa a piedi lungo il percorso perimetrale. Schermatura laterale con cannucciato dei capanni presenti lungo l’argine settentrionale di Valle Campotto. Creazione di scarpate sabbiose artificiali, nella zona compresa tra il prato umido Traversante alto e l’argine in sinistra idrografica del torrente Idice, per favorire la nidificazione del gruccione, attualmente frequentante la zona del Cavone nel Bosco del Traversante e nidificante a circa 2 km dal sito.

Motivi per cui è necessaria (in riferimento alla minaccia a cui è rivolta): È necessaria per facilitare la fruizione del sito e per limitarne contemporaneamente al massimo l’impatto sulla fauna, in riferimento alla minaccia n. 8.
 

 

 

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