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Alfonsine: la Battaglia del Senio

Durante la fase finale della seconda guerra mondiale, negli ultimi quattro mesi del conflitto, il basso corso del fiume Senio rappresentò in Italia il punto più avanzato dello schieramento alleato che risaliva la penisola da sud verso nord.

L'enfasi celebrativa dei primi epigrafisti definì questa linea come il “confine dell'Italia libera”. In realtà si trattava di una cerniera strategica, di vitale importanza per ogni esercito, che collegava la costa adriatica e le Valli di Comacchio alle pendici delle colline appenniniche, sbarrando di fatto la strada alla liberazione della Pianura Padana.

I territori e gli abitati di Alfonsine, Fusignano, Lugo, Cotignola, Solarolo, Castel Bolognese e Riolo dei Bagni furono per questo in gran parte distrutti e pagarono un prezzo altissimo di vittime civili a causa dei prolungati combattimenti, dei bombardamenti alleati e delle mine lasciate dai tedeschi.

Durante i mesi del fronte militare la popolazione continuò ad abitare questi territori in condizioni di estremo pericolo, di indigenza e di isolamento.

Fu questa una delle ultime linee difensive organizzate e tenute dai tedeschi durante l'intera Campagna d'Italia.

Dalle rive del fiume Senio si poteva infatti controllare la campagna antistante per una profondità di alcuni chilometri e tale vantaggio consentì alle truppe tedesche di protrarre il conflitto sino alla primavera del 1945, allorché lo sfondamento di queste postazioni il 10 aprile 1945 decise, nel giro di pochi giorni, la definitiva liberazione delle grandi città del Nord da parte degli anglo-americani.

Una particolarità di questo settore era data dalla presenza, opposta alle truppe d'occupazione nazifasciste, di reparti alleati provenienti da diversi Paesi del Commonwealth: oltre agli inglesi della 56° e della 78° Divisione erano infatti presenti lungo il Senio l'8° Divisione indiana, la 2° neozelandese, due divisioni polacche, reparti canadesi poi sostituiti da una Brigata Ebraica, e da gennaio del 1945  due Gruppi di Combattimento del nuovo Esercito italiano con partigiani della 28° Brigata Garibaldi.

Testi a cura dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Ravenna e Provincia.

 

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