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Uno ad uno passavano i giorni di quell’inverno...
(tratto daI partigiani nelle valli – testimonianza di Antonio Meluschi,in Ferrara Partigiana,pp. 35-43)
 
Una terra larga che sembra senza margini, una terra bassa con un cielo alto. E un odore acre di acque ferme, di foglie marcite. Case lontane, perdute nel verde dei campi, con alberi stentati, con fossi grandi, carreggiate gialle, e girasoli dagli occhi spalancati. Questa è la bassa ferrarese, dove le strade sono nude ed aperte... Lo spazio non ha confine ... La gente ha radici antiche ... Nature lente, grezze, dure e spesso vili; e la paura è l’eredità avuta dalla miseria....
Creare un’organizzazione militare in questa zona ... fu impresa difficile e dura; perché ogni individuo, ogni casa, ogni paese allarga per proprio conto un freddo cerchio di sentimenti e di azioni, dove è quasi impossibile penetrare.... La formazione di bande armate e di nuclei di resistenza era pure cosa pericolosa per la natura stessa del territorio, piatto desolato, fatto di grandi distanze scoperte, dove ogni movimento si può controllare...
Solo dopo i primi morti, e soprattutto dopo l’assassinio da parte di fascisti di un uomo che tutto aveva dato per la lotta clandestina, Mario Babini, il paese si scosse, si svegliò. Si poté allora estendere l’attività militare e costituire i primi gruppi partigiani nell’Argentano e nel Comacchiese.
Nell’aprile del 1944 pensammo di mettere una base di rifornimenti ... nelle valli di Campotto e in Valsanta.... Il luogo si prestava alla difesa e all’offensiva. Il nemico non si avventurava volentieri in quel deserto senza strade, dove la canna alta e il sentiero stretto davano respiro agli agguati....
Ma dopo qualche tempo due tedeschi furono assaliti sulla strada di Campotto, uno ucciso, l’altro ferito. I nazi-fascisti eseguirono un pesante rastrellamento nella zona. Circondarono la valle, la batterono una notte intera con bombe a mano, lanciafiamme e mitraglia, fecero rapide puntate all’interno, bruciarono baracche e capanne.... Ci sentimmo più che mai decisi all’azione e convinti della necessità di proseguire nella nostra opera...
Sui bordi della valle s’accamparono allora grandi forze tedesche: il fronte si era fermato dentro le macerie di Alfonsine, e Anita, Madonna del Bosco, Longastrino, Menate, Mulino, S. Biagio e Argenta si trasformarono in luoghi di riposo per le truppe...
Il battaglione di Argenta cominciò subito nel settembre 1944 col disarmo totale di tutti quegli elementi fascisti della zona e dei tedeschi residenti o di passaggio, e queste azioni isolate o collettive durarono per tutto il periodo della guerra.... Il battaglione esercitò pure una continua e valida azione di sabotaggio sulle strade... Fece anche servizio di informazione agli Alleati...
All’inizio dell’ultima offensiva alleata, scatenarono la vera guerriglia contro i tedeschi e i fascisti che cominciavano a ripiegare nella zona di difesa argentana....
Sulla vasta distesa deserta della bonifica allagata ... i tedeschi iniziarono su piccole slitte un fitto andare e venire di pattuglie esploranti.... I partigiani apersero il fuoco e sostennero validamente il combattimento uccidendo sette tedeschi; ma subito dopo la compagnia dovette abbandonare le case, nella certezza che i tedeschi sarebbero ritornati per un assalto in forza.... La compagnia raggiunse infine la linea tedesca sugli argini del Reno vicino ad Anita, dette l’assalto di sorpresa e passò a baionetta in canna. Ma lo scontro fu terribile...
Uno ad uno passavano i giorni di quell’inverno: la brigata viveva la sua vita di guerra, superando difficoltà sempre rinnovate, resistendo all’offensiva del freddo... Si continuavano le azioni di disarmo di tedeschi e fascisti, di recupero dei piloti dagli aerei colpiti, di servizio di informazioni agli Alleati.
Il 12 aprile 1945 tutto il battaglione liberò dai tedeschi la località Mulino di Filo dopo un intenso combattimento ... Due giorni dopo anche Filo era libera, e dopo una settimana di durissima lotta, anche San Biagio, Argenta e Bando. Su questa linea, fortificatissima, i tedeschi opposero l’ultima resistenza, poi l’esercito alleato si aprì rapidamente la via verso Ferrara....
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