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«Se ho fatto qualcosa di buono lo debbo a tutta la mia famiglia...»

Walter Feggi nasce a Massenzatica il 27 giugno 1922. L’amore per il nonno Cherubino – che aveva ‘beneficiato’ dell’olio di ricino per diverse volte e di qualche sberlone di mano fascista – e il rispetto per il padre Servilio segnano fortemente la sua infanzia.Di quel nonno, fedele al socialismo, che la nonna definiva “un ficcanaso che si era introdotto nella politica”, ricorda: mi diceva sempre che “le proprie idee vanno mantenute, difese e rafforzate, non si deve mai odiare e si deve convivere con gli altri” ... Ho sempre cercato di seguire il suo insegnamento, l’ho amato moltissimo. ... Debbo riconoscenza al nonno per quello che mi ha insegnato e per quello che ha rappresentato nella mia vita. Del severo padre Servilio, che protegge il nonno iscrivendosi al Fascio e determinando così la fine di una persecuzione continua, ricorda: ... debbo riconoscenza a mio padre, e molta, soprattutto perché se nel periodo della Resistenza non mi hanno ammazzato, una delle ragioni, e credo sia una ragione forte, è stata quella che i fascisti non riuscivano a prendere mio padre, neanche con una taglia di centomila lire che gli avevano messo sulla testa, perché era accusato di aver dato aiuto ai partigiani... . Cherubino, che ha sempre lavorato per Enti Pubblici, in particolare per il Consorzio di Bonifica, rifiuta di iscriversi al partito e perde la possibilità di avere appalti; d’accordo con il figlio Servilio, decide di andare a governare l’azienda agricola che ha in affitto: anche la Casona del Moraro segnerà profondamente la vita di Walter, che vi si trasferirà con la sua famiglia il 4 ottobre 1943. Un’infanzia vissuta tra Comacchio per le scuole di avviamento professionale, Porto Garibaldi dove vive e la Casona dove trascorre l’estate, il periodo più bello, ad aiutare il nonno con cui ... avevo un rapporto bellissimo, eccezionale. Poi il lavoro precario all’agenzia di Porto Garibaldi della Banca Nazionale dell’Agricoltura, lo sport, il fidanzamento e il matrimonio a diciannove anni e mezzo con l’Angelina in attesa del primo figlio, la guerra che arriva nel giugno 1940... Servilio parte lasciando la famiglia nelle mani di Walter che fa la spola tra la Casona, Porto Garibaldi e l’ospedale militare dove viene due volte riformato, per poi essere assunto dal Consorzio Ittico, impiego lasciato per impedire la perdita della Casona.

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