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Essenze

La Comunità Europea con il Reg. CE 1257/99 suggerisce agli agricoltori l’impegno alla cura del paesaggio rurale, al ripristino e alla conservazione degli spazi naturali e seminaturali. L’obiettivo d’impiantare essenze autoctone fra i campi coltivati è quello di favorire la biodiversità quale condizione utile sia alla qualità degli ambienti naturali sia come contributo alla variabilità genetica; ulteriore obiettivo è quello di salvaguardare ed incrementare la flora e la fauna selvatica in particolare di specie e habitat di interesse comunitario. Anche molti insetti utili utilizzati in agricoltura biologica traggono vantaggio dalla presenza di siepi ed alberi in quanto trovano siti adatti all’alimentazione e allo sverno delle larve.

Gli agricoltori s’impegnano quindi a ripristinare filari di alberi, siepi, boschetti; mantenere maceri e stagni ed altre peculiarità biologiche e paesaggistiche individuate sul territorio per un’agricoltura di qualità quindi per la tutela dell’ambiente. Svolgono un’importante azione regolatrice sul clima, funzione di frangivento, contrastano l’erosione del suolo, e funzioni delle siepi sono quindi ecologiche, paesaggistiche e naturalistiche. Le specie arboree ed arbustive utilizzate per la ricostruzione del paesaggio rurale sono le stesse che si trovano nel territorio deltizio, dove sono presenti numerose essenze apprezzate sia per i frutti sia come ornamento. Una trattazione completa non è possibile, ricordiamo quindi alcuni tra gli alberi e gli arbusti più diffusi.

 

Tamericio
Tamarix gallica
Il Tamericio è una specie mediterranea, poco esigente che possiede la caratteristica di resistere bene ad alte concentrazioni saline. Raggiunge dimensioni di 6-7 m, i rami giovani sono coperti completamente dalle foglioline, mentre i rami adulti ed il tronco hanno corteccia bruno cenere a solchi longitudinali. Le foglie piccole, simili a quelle di alcune conifere, sono di colore verde squamiformi. I fiori sono piccoli, rosei o argentati, riuniti in dense spighe terminali ai rami, fiorisce in giugno luglio.

 

Leccio
Leccio particolare foglie Leccio
Quercus ilex
Il Leccio è l’unica quercia sempreverde della nostra vegetazione, raggiunge anche dimensioni notevoli, fino a 25 m. Le foglie sono oblunghe di grosso spessore, di colore verde scuro, ma non rigide, con base arrotondata cuneata. I frutti sono ghiande che maturano nello stesso anno. È una specie termofila, resistente alla siccità e al vento, adattabile come terreno, ma rifugge i terreni umidi.

 

Noce
Noce dettaglio foglie Noce
Juglans regia
Il Noce è un albero con chioma larga ed espansa che forma un cappello globoso, raggiunge altezze di 20-30 metri. Le foglie, di colore verde chiaro, emanano un intenso aroma. Questa pianta, molto diffusa, è di origine asiatica ed apprezzata sia per il legno sia per i frutti, può colonizzare diversi ambienti, fino ad 800-1000 metri di altitudine, ma predilige climi temperati.


Melo selvatico
Malus sylvestris
Il Melo selvatico è presente in tutta l’europa centrale e meridionale, nei boschi di latifoglie in pianura e nelle zone montane, però in numerose varietà colturali inselvatichite di difficile determinazione. L’aspetto è quello di un arbusto di medie dimensioni ma può svilupparsi come albero fino ai 10 m. Fiorisce in aprile e maggio, ma i frutti maturano da settembre in poi. Per la coltura sono state selezionate e sviluppate migliaia di varietà di melo, i cui frutti differiscono notevolmente dal selvatico per le dimensioni, le forme e i colori.

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