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Giornata Mondiale della Biodiversità 2023

Il 22 maggio è la Giornata mondiale della Biodiversità indetta dalle Nazioni Unite per celebrare la Biodiversità, la ricchezza della vita - a livello di ecosistemi, specie e geni

( Comacchio, 21 Maggio 2023 )

Il Parco del Delta del Po è un trionfo della biodiversità. Il brulicare di animali e il lussureggiare delle piante in uno scorcio di palude sono l’emblema di questa meraviglia.

Il Delta del Po ospita un’altissima biodiversità e non una biodiversità qualunque. È, infatti, particolarmente preziosa poiché sia gli ambienti naturali di pianura, che le zone umide, sono stati altrove pesantemente alterati dalle attività dell’uomo. Nel Delta del Po si trovano ancora boschi relativamente estesi (per essere nella pianura Padana) e zone umide molto vaste (oltre 25.000 ettari, circa la metà del Parco) e una rete di altri ambienti naturali (spiagge e dune naturali, fiumi e torrenti, praterie). Qui troviamo habitat rari e protetti e un elevatissimo numero di specie animali e vegetali, distribuite nel grande triangolo che va da Mesola a Cervia e dal mare Adriatico ad Argenta.

Il Delta del Po è straordinario per ognuna delle tipologie di biodiversità riconosciute dall’ONU.

Habitat, associazioni vegetali, ecosistemi e biotopi presentano nel Delta del Po una diversità incredibile, che comincia dal mare aperto (diversi tratti di mare sono inclusi nel Parco) ed arriva alla battigia, alle spiagge con dune ed ambienti retrodunali, talvolta umidi, altre aridi. Più all’interno, i boschi costieri (pinete e leccete), che si sviluppano sugli antichi cordoni dunosi, ormai lontani dal mare. Poi, le grandi lagune e le valli salmastre (le prime in contatto diretto con il mare, le seconde regimate per l’allevamento e la cattura del pesce), che rappresentano forse l’elemento ambientale più emblematico del Parco del Delta del Po. Ancora più all'interno, ormai fortemente ridotti dalle bonifiche, le paludi di acqua dolce e i boschi planiziali, spesso impaludati, che sono preziosi proprio per la loro rarità, oltre che per la ricchissima biodiversità che ospitano. Oasi di natura collegate da una rete di corsi d’acqua (fiumi, torrenti, canali) ed immersi in un territorio di campagne coltivate in aree di recente bonifica o in aree agricole storiche, in corrispondenza di antichi dossi o paleoalvei. Una simile diversità di ambienti determina una ricchezza straordinaria di habitat.

La diversità di specie è impressionante. Sono presenti oltre 1.000 specie di piante vascolari, con alcuni rari endemismi e specie dalle splendide fioriture, che caratterizzano gli ambienti più tipici del Delta del Po. Ci sono 60 specie di pesci (di cui, purtroppo, 15 esotiche), 13 di anfibi, 16 di rettili, 344 di uccelli, 61 di mammiferi e migliaia di specie di invertebrati (in particolare insetti, ma anche molluschi, crostacei, ecc.). Molti elementi sono endemici: della penisola italiana, della pianura Padana, del litorale nord adriatico. Le specie endemiche hanno maggior valore, dato l’areale ristretto e la maggior responsabilità per la loro conservazione, essendo presenti, al mondo, solo in una piccola porzione di territorio, che comprende il Delta del Po e che, sovente, proprio attorno al Delta è incentrata.

La diversità genetica delle specie è un altro elemento affatto trascurabile, dati i tanti endemismi a livello di specie e le molte sottospecie locali (come il ben noto cervo italico della Mesola), talvolta con adattamenti particolari proprio alle caratteristiche ambientali del Delta del Po come accade, ad esempio, per varie specie di piante. Spesso, a questa categoria viene associata anche la biodiversità agricola, ossia la ricchezza di razze animali e cultivar che l’uomo ha saputo ricavare dalle specie selvatiche. In realtà, negli ancestrali selvatici (quando non estinti come, ad esempio, nel caso della mucca o del cavallo) tutto il patrimonio genetico che ha permesso di ottenere le varie forme domestiche è conservato, come in una specie di banca vivente del DNA. La differenza la fanno i millenni di lavoro da parte dell’uomo per ottenere queste selezioni. Ebbene, anche in questo caso il Delta del Po presenta le proprie eccellenze, a partire dal lagotto romagnolo, una razza di cane che è un po’ il nostro cavallo della Camargue, date le sue antiche origini nelle zone paludose del sud del delta del Po, tra Ravenna e Comacchio, come cane da caccia in acqua per il riporto delle anatre.

 
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