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Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale Dune di Massenzatica

  • Codice Rete Natura 2000: IT4060010
  • Superficie a terra (ha): 52,00
  • Regioni: Emilia-Romagna
  • Province: Ferrara
  • Comuni: Codigoro, Mesola

Nel contesto planiziario agricolo della bonifica ferrarese, tra il Po di Goro e il Po di Volano si trova una sequenza relitta di dune fossili, i cosiddetti Monti di Italba o Dune di Massenzatica. Uniche nel panorama regionale, testimoniano la posizione di una linea della costa adriatica risalente all'età del Bronzo, circa 3000 anni fa. Le dolci ondulazioni del terreno, rivestite da basse praterie, si alternano ad avvallamenti occupati oggi da arbusteti e lembi di bosco, si elevano solo di pochi metri sul piano di campagna, ma contrastano fortemente con la sconfinata pianura coltivata circostante, paesaggio profondamente modificato dall'attività umana che ha bonificato le vaste aree paludose di un tempo. Oggi il mare Adriatico dista una dozzina di chilometri e le dune si sviluppano su un fronte di un chilometro e mezzo e una larghezza media di quattrocento metri, in direzione quasi parallela all'odierna linea di costa. Esse ricordano una tappa importante del delta padano, che negli ultimi millenni ha visto il lento avanzare delle terre emerse a spese del mare. L'area rilevata delle dune fu sede anche dei primi insediamenti umani locali, testimoniati dai ritrovamenti archeologici. Principale artefice delle dune è il forte vento marino che solleva la sabbia e la rilascia sul retro delle spiagge, ove si accumula formando i caratteristici cordoni dunosi. Una volta incorporata nell'entroterra e non più alimentata dalla sabbia litorale, una duna diviene fossile e tende gradatamente ad essere smantellata dallo stesso agente che l'aveva creata, il vento, soprattutto nei tratti privi di vegetazione. L'area, oltre a valori culturali, anche di geosito, custodisce ancora una buona diversità biologica e funge da rifugio per varie specie. Caratteristiche piante erbacee dette psammofile vivono su questi sabbie aride, creando habitat graditi ad alcuni rettili e a molti invertebrati oggetto di recenti studi: coleotteri, imenotteri e lepidotteri di grande interesse, a loro volta ricercati da uccelli migratori quali upupa (Upupa epops) e gruccione (Merops apiaster), legati a tali ambienti ormai molto rari di prateria arida, presente anche in certe steppe continentali dell'Europa centrale e orientale. Il sito comprende al suo interno l'intera Riserva Naturale orientata "Dune fossili di Massenzatica".

Il percorso che guida i visitatori allo scoperta di questo relitto di costa
Il percorso che guida i visitatori allo scoperta di questo relitto di costa
(Francesco Grazioli)
 
Averla piccola (Lanius collurio)
Averla piccola (Lanius collurio)
(Antonio Iannibelli)
 

Mappa

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